Apparecchio dimostrativo per telegrafia senza fili sistema Braun

Descrizione: L’apparecchio, puramente dimostrativo, rappresenta il sistema di telegrafia senza fili proposto nel 1898 dal fisico tedesco Ferdinand Braun (1850-1918). Esso si compone di un trasmettitore a scintilla e di un ricevitore a coherer. La particolarità del sistema Braun, per rapporto al primo sistema utilizzato da Marconi, è quella di utilizzare nel trasmettitore due circuiti oscillanti accoppiati. La scintilla oscillante (e poco smorzata) avviene nel primo circuito, mentre il secondo, collegato all’antenna irradia le onde elettromagnetiche. Questo sistema si rivelò particolarmente efficace durante i primordi della telegrafia senza fili..
Lo strumento è formato da diversi elementi:
a) Il trasmettitore. È montato su di una tavola di legno recante una coppia di telai di ottone nichelato ed ebanite contenenti ognuno quattro piccole bottiglie di Leida cilindriche. Le bottiglie delle coppia sono collegate in parallelo. Le rispettive armature interne sono in comunicazione con gli elettrodi di uno spinterogeno a due sfere recante una coppia di serrafili. Le armature esterne sono unite da un anello di rame che funge da primario del trasformatore. Il secondario è montato su di una colonna di ebanite, concentrica al primario e termina a due serrafili. Si tratta di un piccolo trasformatore di tipo Tesla (vedi n° inv. 703 e 711). L’accoppiamento fra primario e secondario è puramente induttivo. Un tubo nichelato fissato alla base può accogliere l’antenna. Unito al trasmettitore vi è un cilindro di ottone nichelato con serrafili che viene utilizzato per realizzare la terra, e tre aste telescopiche di bambù che formano l’antenna (altezza circa 2, 4 metri). Alla sommità dell’asta, un filo passante su due carrucole sostiene un isolatore di ebanite al quale si appende l’antenna. Essa è formata da un filo di rame che nella sua parte superiore si divide in 6 fili paralleli fissati a due anelli. I capi del secondario vengono collegati rispettivamente alla terra e all’antenna.
b) Il ricevitore. Anch’esso è montato su tavola di legno con montante laterale con tubo per l’asta dell’antenna, identica a quella del trasmettitore. La terra viene anch’essa realizzata tramite un cilindro metallico munito di serrafili. Sulla tavola è montato un condensatore a fogli racchiuso fra piastre di ebanite i cui capi sono collegati a tre spire di filo grosso che formano il primario del trasformatore. Il secondario è avvolto su di una tozza colonna di ebanite concentrica al primario e i suoi capi terminano ad una coppia di serrafili. Essi vanno collegati alla terra e all’antenna. Il circuito del ricevitore comprende i seguenti elementi: due bobine di self, un condensatore, una coppia, una pila a secco (recanti: “Hellesens’s Patent” ), un campanello elettrico, 4 serrafili (marcati “M” e “B”), un commutatore con barre di contatto e spinotto, un porta coherer, un decoherizzatore e un relais polarizzato. Il relais polarizzato è racchiuso in una scatola cilindrica di ottone nichelato ed è formato da un ancora mobile polarizzata da un magnete permanete a forma di P, e posta fra due elettromagneti. La sua estremità può venire in contatto con due viti con contatti platinati. Il coherer viene inserito fra due pinze a lamina fissate su due colonnine di ebanite con serrafili. Il decoherizzatore a batacchio elettromagnetico è inserito in una scatola d’ottone nichelato imperniata orizzontalmente fra due colonnine. Sotto un otturatore si trova una vite che permette di regolare la posizione del contatto interno. Una manopola con vite senza fine ingrana su di una ruota dentata solidale con la scatola. Essa può essere ruotata in modo tale da modificare la posizione della scatola e dunque di variare la forza con cui il batacchio colpisce il coherer.
Il ricevitore è formato da due circuiti. Uno comprende il secondario del trasformatore (accoppiato con terra e antenna tramite il primario), il coherer, la pila locale e il relais polarizzato. Nel secondo, al quale bisogna collegare una pila esterna ai serrafili B, è inserito il relais, il campanello, e il decoerizzatore.
c) Astuccio con i coherer. Un astuccio in pelle con interno in velluto contiene:
1) Due tubetti di ebanite con ghiere terminali di ottone nichelata. Da un lato hanno una vite per fissare l’elettrodo d’acciaio che si inserisce nel tubo, dall’altro una manopola filettata con madrevite di fissaggio che funge da secondo elettrodo. Questi coherer sono di tipo proposto dall’elettrotecnico tedesco Adolf Wihlem Koepsel (1856-?).
2) Due elettrodi formati da asticelle cilindriche d’acciaio con un’estremità semisferica come quelli inseriti nei tubi.
3) Due asticelle con piastrina d’ottone ad un’estremità.
4) Due utensili appuntiti d’acciaio.
5) Quattro provette contenenti polvere d’acciaio, con tappi in sughero. Recano etichette con le cifre “1, 2, 3, 4.”.
Quando un rocchetto di Ruhmkorff carica i condensatori del trasmettitore questi si scaricano grazie ad una scintilla oscillatoria che scocca nello spinterogeno. Le oscillazioni generano delle onde elettromagnetiche irradiate dall’antenna. Le onde che giungono all’antenna del ricevitore fanno decrescere la resistenza del coherer. In tal modo, nel circuito in cui è inserito, passa la corrente della pila locale: il relais polarizzato viene attivato e chiude il circuito comprendente la pila esterna il campanello e il decoherizzatore. Questo, battendo sul coherer, ne ristabilisce l’alta resistenza iniziale. Il circuito si interrompe e il coherer è pronto a rivelare un nuovo treno di onde elettromagnetiche. In alternativa al campanello (che suona per un istante all’arrivo del segnale), è possibile collegare un ricevitore Morse ai serrafili marcati M. Per attivare il ricevitore è necessario inserire lo spinotto in modo che esso sia intercalato nel circuito.

Data: 1903 circa

Autore: firmato dalla Siemens & Halske

Misure: a) trasmettitore: larghezza 20, profondità 270, altezza 215; b) 505x320x99; altezza antenne: 2350 mm circa

dal martedì alla domenica
9.00-13.00 | ultimo ingresso 12.30 14.00-17.30 | ultimo ingresso 17.00

Lunedì chiuso.

Il Planetario è visitabile solo in occasione degli eventi e delle lezioni in programma, su prenotazione.

Museo.
Intero 8 Euro; ridotto 6 Euro.

Planetario.
Intero 10,00 Euro; ridotto 8,00 Euro.

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