Ricevitore Marconi per telegrafia senza fili

Descrizione: Questo tipo di ricevitore per telegrafia senza fili fu utilizzato da Guglielmo Marconi (1874-1943) in varie esperienze di telegrafia senza fili nel 1897-98.
L’apparecchio è montato su di una tavola di legno e comprende i seguenti elementi.
a) Coherer di tipo Marconi. Il coherer è formato da un tubetto di vetro parzialmente evacuato (tramite un’espansione chiusa alla fiamma) nel quale penetrano due fili collegati a due cilindretti d’argento. Nello spazio fra i cilindretti si trova della limatura di argento e di nichel. Il tubetto è fissato ad una bacchetta di vetro trattenuta, tramite tappi di gomma, a due colonnine d’ottone. L’apparecchio è munito di un coherer di ricambio. I capi del coherer sono collegati a due serrafili marcati “T” e “F” da collegarsi alla terra e all’antenna. L’apparecchio è dotato di un coherer di riserva identico a quello descritto.
b) Accanto ad esso vi è un decoesore. Esso è munito di un batacchio fissato ad un interruttore azionato da una coppia di elettromagneti. Questi sono scorrevoli su di una slitta a regolabile a vite con molla di richiamo fissata su di un prisma di legno. Il decoesore può dunque essere spostato rispetto al coherer, sia per permettere il ricambio del coherer stesso che per adattarsi alla sua posizione.
c) Coppia di pile a secco inserite in una scatolette di latta verniciata.
d) Relais polarizzato (Post Office Standard Relay) . È contenuto in una scatola cilindrica di ottone con coperchio apribile chiuso da un disco di vetro. Esso comprende un braccio mobile con contatti platinati inserito fra viti di contatto e imperniato fra le espansioni polari di due elettromagneti. Una manopola permette di regolare la posizione degli elettromagneti rispetto al braccio mobile. La base di legno del relais reca sette serrafili marcati con le lettere “D S T M U U D”.
e) Quattro resistenze montate su bobine di ebanite.
f) Due interruttori a lamina mobile a due contatti, fissati su lastrine di fibra rossa, i cui contatti. Gli interruttori recano le lettere “PC”e “PM” incise nella fibra. Quattro serrafili marcati “PM PM M M” servono per i collegamenti con la pila esterna e l’apparato scrivente Morse.
Questi elementi formano tre circuiti: uno è quello di ricezione con il coherer, la terra e l’antenna, il secondo è il circuito comprendente gli elettromagneti del relais, con il coherer e la pila ausiliaria, mentre il terzo è il circuito di registrazione, con un apparato Morse e una batteria di pile esterne (che venivano collegate all’apparecchio) e la levetta di contatto del relais. In detto circuito sono inserite le resistenze non induttive (e) che contribuiscono a eliminare le extracorrenti che potrebbero generarsi nelle bobine del ricevitore Morse e del decoesore. Al tempo stesso esse permettono di mantenere una debole corrente nel relais anche quando il coherer non è attivo: il relais è così più sensibile e all’arrivo di una successione di onde permette la registrazione di una linea e non di un punto sull’apparato Morse. Un’onda elettromagnetica che arriva all’antenna fa diminuire la resistenza del coherer. In tal modo nel circuito in cui è inserito passa la corrente della pila locale: il relais polarizzato viene attivato e chiude il circuito comprendente la pila esterna, il ricevitore Morse e il decoherizzatore. Questo, battendo sul coherer, lo decoherizza ristabilendone così l’alta resistenza iniziale. Il circuito si interrompe e l’apparecchio è pronto a ricevere un nuovo treno di onde elettromagnetiche. I circuiti dell’apparecchio sono riportati su di uno schema cianografico (576×315) unito al ricevitore.

Data: 1899 circa

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Misure: Lunghezza 473, profondità 242, altezza 175 mm

dal martedì alla domenica
9.00-13.00 | ultimo ingresso 12.30 14.00-17.30 | ultimo ingresso 17.00

Lunedì chiuso.

Il Planetario è visitabile solo in occasione degli eventi e delle lezioni in programma, su prenotazione.

Museo.
Intero 8 Euro; ridotto 6 Euro.

Planetario.
Intero 10,00 Euro; ridotto 8,00 Euro.

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