Manipolatore per telegrafo a quadrante Breguet

Descrizione: Questo telegrafo, ideato dal costruttore francese di strumenti scientifici Louis Breguet (1804-1883) verso la fine degli anni Quaranta dell’Ottocento, fu molto utilizzato soprattutto in Francia sia dall’amministrazione postale che dalle compagnie ferroviarie. Si tratta di un telegrafo a quadrante grazie al quale lettere, numeri e simboli che compongono un messaggio sono indicati da una lancetta mossa grazie ad impulsi elettrici generati da un manipolatore a manovella. Numerose furono le modifiche e le varianti tecniche di questo tipo di apparecchio.

a) Il ricevitore.
Lo strumento è contenuto in una scatola di legno munita di una finestra circolare. Dietro di essa sul quadrante sono riportate le lettere, i numeri e una croce che indica la posizione iniziale della lancetta all’inizio delle trasmissioni. Il meccanismo si compone essenzialmente di un movimento ad orologeria a molla (manca la chiave di carica originale) munito di ruota di scappamento sul cui asse è imperniata la lancetta del quadrante. Un asse ad essa trasversale reca due settori metallici che ne limitano la corsa. Una coppia di elettromagneti cilindrici è fissata, tramite una staffa trasversale, sopra l’orologeria. La loro posizione orizzontale viene regolata tramite una manopola a vite. In fronte ai loro poli si trova una piastrina di ferro imperniata fra viti a punta. Essa è collegata tramite una leva all’asse recante i settori dello scappamento. I capi degli elettromagneti sono collegati ad una coppia di serrafili posti sulla base dello strumento. Un asse sporgente a lato del quadrante reca una puleggia sulla quale è avvolto un filo collegato ad una molla che agisce sulla leva dell’ancora mobile. Un’apposita chiavetta è appesa all’apparecchio: essa è munita di una lancetta che indica una scala circolare d’ottone con 50 divisioni. Col la chiavetta è possibile ruotare l’asse della puleggia e, modificando la tensione della molla, regolare la forza con cui l’ancora viene allontanata dagli elettromagneti. In questo modo è possibile modificare la sensibilità dell’apparecchio in funzione dell’intensità della corrente dei segnali. Un bottone posto sulla scatola dello strumento aziona una levetta munita di molla di ritorno che, tramite una lamina, aziona l’ancora mobile. In tal modo, premendo ripetutamente il bottone, è possibile riportare manualmente la lancetta nella posizione desiderata (ad esempio sulla croce).

b) Il manipolatore (trasmettitore).
Su di una tavola di legno è imperniata una ruota di contatto di ottone nella cui periferia sono inseriti quattrordici settori isolanti di avorio. Sopra la ruota, munita di manovella, è fissato, tramite quattro colonnine, un disco pure di ottone recante le lettere, i numeri e una croce (esattamente come nel ricevitore). Nella manovella è praticata una finestrella attraverso la quale si vedono i caratteri ed è munita di un perno che si inserisce nelle apposite scanalature praticate sul bordo del disco. Sulla tavola sono imperniate due staffe con una lamina metallica che funge da molla e recanti due rulli di ottone che premono sulla ruota di contatto. Due commutatori a manopola inseriti nella base e con serrafili marcati “L” vengono riuniti alla linea. Essi, toccando dei settori di ottone con serrafili e marcati con lettere, possono mettere in comunicazione la linea con le suonerie (A= avertisseur), con la terra (T) e con la ruota (R). (Sulla tavola vi sono alcuni fori di serrafili mancanti e probabilmente alcuni collegamenti sotto la base sono stati modificati). Una targhetta di ottone recante la scritta (sic) “OM- IRECTE” (communication directe), permette, quando i commutatori sono in contatto con essa, di escludere il manipolatore e di collegare direttamente i due capi della linea nel quale esso è inserito. Questo manipolatore, grazie ai due commutatori e ai due rulli di contatto, permette dunque di inviare contemporaneamente dei messaggi a due ricevitori diversi.

Gli apparecchi vengono convenientemente collegati alle pile, alla terra, alla linea e alla suoneria. La trasmissione dei segnali, avviene dopo che il ricevitore (in riposo) viene avvertito tramite un campanello (collegamento A).Ruotando allora il commutatore in modo da collegarlo con la ruota è possibile iniziare il messaggio. La manovella viene ruotata sino al carattere da trasmettere ed in corrispondenza di esso viene arrestata un istante infilando il perno nella scanalatura del disco. L’operazione viene continuata sino a che tutto il messaggio è stato trasmesso. Un impulso elettrico che giunge al ricevitore attira l’ancora il cui movimento permette alla ruota dello scappamento di avanzare di un dente e di spostare la lancetta. All’interruzione dell’impulso l’ancora viene rilasciata e la lancetta avanza di un carattere. Una serie di impulsi ripetuti grazie al movimento del manipolatore posizionano successivamente la lancetta del ricevitore in corrispondenza dei caratteri desiderati. Lo svantaggio di questo telegrafo consisteva nel fatto che, se ad esempio una lettera veniva saltata, non era possibile ruotare la manovella in senso contrario (ciò avrebbe provocato uno sfasamento fra manipolatore e ricevitore), ma era necessario far compiere alla manovella un giro completo. Un abile telegrafista riusciva, con questo tipo di apparecchiatura a trasmettere sino a 50/60 caratteri al minuto.

Data: 1850 circa

Autore:

Misure: Larghezza 218, profondità 218, altezza 155 mm

dal martedì alla domenica
9.00-13.00 | ultimo ingresso 12.30 14.00-17.30 | ultimo ingresso 17.00

Lunedì chiuso.

Il Planetario è visitabile solo in occasione degli eventi e delle lezioni in programma, su prenotazione.

Museo.
Intero 8 Euro; ridotto 6 Euro.

Planetario.
Intero 10,00 Euro; ridotto 8,00 Euro.

Search