Elettrometro a quadranti di Mascart

Descrizione: Questo strumento, proposto dal fisico francese Eléuthère Nicolas Mascart (1837-1908), è una semplificazione dell’elettrometro a quadranti ideato da William Thomson (1824-1907) sin dal 1867.
Una scatola cilindrica di ottone brunito è sostenuta da tre gambe inclinate munite di viti calanti. La scatola ha una finestra circolare di vetro in corrispondenza dello specchio dell’equipaggio mobile e quattro finestrelle rettangolari in corrispondenza dei settori. Sotto il coperchio della scatola sono sospesi a colonnine di vetro quattro quadranti di ottone formanti una scatola piatta cilindrica. Uno di essi è mobile, infatti la vite che trattiene la colonnina può scorrere lungo una fenditura. I settori sono collegati a coppie ed ogni coppia è in comunicazione con un elettrodo munito di serrafili sospeso all’interno della scatola con una colonnina di vetro. Un terzo elettrodo analogo reca un filo di platino che pesca in una vaschetta di piombo posta sul fondo della scatola. Sul coperchio della scatola si trova un tubo di ottone verticale sulla sommità del quale, ad un piccolo arganetto, sono fissati i capi della sospensione bifilare (filo di bozzolo) che sostiene l’equipaggio mobile. Una manopola con vite senza fine che ingrana nella filettatura alla base della colonna permette di ruotare la colonna stessa e la sospensione. Due lamine metalliche scorrevoli con scanalatura, inserite sotto l’arganetto, possono regolare la posizione dei fili. L’equipaggio mobile è formato da un filo d’alluminio a forma di 8 inserito fra i quadranti. Esso è munito di uno specchietto per le letture a riflessione e di un filo metallico che inferiormente pesca nella vaschetta di piombo. Un serrafili è fissato alla scatola e permette di collegarla alla terra.
L’equipaggio mobile viene orientato simmetricamente rispetto alla linea di divisione dei quadranti. Nella vaschetta viene versato dell’acido solforico che permette di mettere in comunicazione l’equipaggio mobile con l’elettrodo munito di serrafili. Questo viene collegato con il corpo di cui si desidera misurare il potenziale. Le due coppie di quadranti sono invece collegati ad i poli di una o più pile in modo che essi siano portati a potenziali uguali e di segno opposto. Per l’azione della forza elettrostatica, sull’equipaggio mobile agisce una coppia che lo fa ruotare. Dall’angolo di deviazione è possibile ricavare il valore del potenziale cercato.

Data: 1900 circa

Autore: firmato dall’Ing. Santarelli

Misure: Altezza:: 460, diametro max.: 290 circa mm

dal martedì alla domenica
9.00-13.00 | ultimo ingresso 12.30 14.00-17.30 | ultimo ingresso 17.00

Lunedì chiuso.

Il Planetario è visitabile solo in occasione degli eventi e delle lezioni in programma, su prenotazione.

Museo.
Intero 8 Euro; ridotto 6 Euro.

Planetario.
Intero 10,00 Euro; ridotto 8,00 Euro.

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