Cronografo elettrico di Wundt
Descrizione: Questo tipo di cronografo, capace di registrare impulsi elettrici e di misurarne la durata sino ad un minimo di 1/10.000 di secondo, fu proposto dal fisiologo tedesco Wilhelm Max Wundt (1832-1877).
Lapparecchio è montato su di un solido tavolo in legno munito di cassetto ed è protetto da una vetrinetta. Il cronografo è montato su di una base di ghisa posta sul piano del tavolo. Un movimento ad orologeria con platine dottone e coperchio in vetro ha ingranaggi dottone con pignoni dacciaio ed è azionato da una catena che sostiene, tramite una puleggia, un contrappeso e, tramite una seconda puleggia, unasta recante un piatto. Su di esso si pongono i pesi che corredano lapparecchio (cinque da 10 kg, due da 5 kg e otto da 1 kg). Lorologeria ha un freno aerodinamico con due palette orientabili allesterno della scatola. Modificando sia la posizione delle palette che il numero dei pesi, è possibile variare la velocità del tamburo sino ad un massimo di circa 10 rivoluzioni al secondo. La carica avviene tramite una grossa manovella dottone nichelato con manico di legno. Una leva munita di lamina elastica che abbraccia un cilindretto sullasse delle alette permette di arrestare e far partire lorologeria. Essa aziona contemporaneamente il cilindro e la vite senza fine che trascina il carrello. Le ruote esterne che demoltiplicano il movimento della vite sono protette da un carter di ottone nichelato. Ad un giro del tamburo corrisponde un avanzamento di 1 cm del carrello. Il tamburo di ottone è a raggi ed i suoi semiassi sono poggiati su sostegni recanti ognuna una coppia di dischi antifrizione. Un terzo disco è imperniato in una staffa mobile, fissata da una caviglia, e si appoggia sulla parte superiore degli assi impedendo che il tamburo esca dalla sua sede. Uno dei semiassi è munito di una specie di forchetta dacciaio le cui estremità vengono inserite in due buchi della ruota che aziona il tamburo. Una leva munita di eccentrico agisce su di una lamina elastica che permette di arrestare il tamburo sfregandone il bordo. Una coppia di binari dottone sostenuti da colonnine dacciaio corre parallela al tamburo e fra questi vi è la vite senza fine. Un carrellino corre lungo i binari tramite quattro rotelle che si inseriscono nelle loro scanalature. Una leva permette di allontanare dal cilindro la piastra mobile inserita sul carrello sulla quale sono fissati gli elettromagneti. Una seconda levetta fa sì che esso ingrani sulla vite senza fine. Sul carrello vi sono quattro coppie di elettromagneti: tre azionano dei piccoli bracci metallici muniti di punta scrivente. La quarta coppia eccita un piccolo diapason elettromagnetico (500 vibrazioni semplici, 250 hertz) fissato su di un apposito sostegno e pure munito di punta scrivente. un piccolo diapason elettromagnetico pure munito di punta scrivente. Una vite di regolazione permette di variare la distanza minima della piastra del carrello dal disco. La vite senza fine è trattenuta da una punta conica e un fermo impedisce al carrello di uscire dai binari. I capi degli elettromagneti terminano a 4 coppie di serrafili tramite fili di rame elicoidali. Una targa sul tavolo reca la scritta “LEGATO DEL BARONE GIOVANNI RICASOLI-FRIDOLFI 27 SETTEMBRE 1901”.
Tramite tre coppie di elettromagneti è possibile scrivere sul cilindro rotante (preventivamente ricoperto di carta affumicata) il tracciato prodotto da impulsi elettrici provenienti ad esempio da un circuito in cui la corrente è interrotta periodicamente. Il diapason elettromagnetico traccia sulla carta la sinusoide di periodo noto, grazie alla quale è possibile misurare gli intervalli di tempo intercorsi fra i diversi impulsi.
Data: 1902
Autore: firmato da E. Zimmermann
Misure: Lunghezza 735, larghezza 435 mm
