Apparecchio per dimostrare il principio del motore asincrono
Descrizione: Questo semplice strumento, che rappresenta in effetti la dimostrazione inversa a quella del disco di Arago (vedi n° inv. 487), permette di mostrare come un cilindro conduttore posto in un campo magnetico rotante venga trascinato dal movimento di questultimo e si metta a girare.
Una base di legno reca unasta di ottone verticale nella quale tramite un morsetto è infilato un braccio telescopico orizzontale. Esso sostiene un telaio dottone nel quale è imperniato verticalmente, fra punte e alloggiamenti dagata, un cilindro cavo di alluminio. Esso viene posizionato in modo tale da trovarsi fra i poli di un magnete (o un elettromagnete) a ferro di cavallo fissato verticalmente su di un apparecchio a rotazione. Secondo gli inventari si utilizzava l’apparecchio a rotazione A57 (inventario di meccanica) e l’elettrocalamita (n° inv. corrente 589) presenti nella collezione.
Il campo rotante prodotto dal movimento del magnete genera delle correnti indotte nel cilindro di alluminio. Queste, interagendo a loro volta con il campo, provocano la rotazione del cilindro stesso. La velocità di rotazione del cilindro è sempre minore di quella del campo e lo strumento fornisce una semplice illustrazione del principio del motore asincrono.
Data: 1940 circa
Autore: costruito dalle Officine Galileo secondo gli inventari antichi
Misure: Larghezza 219, profondità 125, altezza 400 mm
