Ricevitore telegrafico Morse

Descrizione: Questo tipo di ricevitore telegrafico, utilizzato negli anni Cinquanta-Settanta circa del secolo XIX, permette di imprimere in rilievo su di un nastro di carta i segnali dell’alfabeto Morse.
L’apparecchio è montato su di una base di legno e il meccanismo ad orologeria, tutto di ottone, è trattenuto da due platine sagomate. Manca la chiave di carica per il bariletto. Questo, tramite un treno di ruote dentate aziona un rullo per il trascinamento del nastro. Uno degli assi azionati dall’orologeria reca una coppia di alette che fungono da freno aerodinamico e mantengono la velocità costante. Una levetta posta sotto la base aziona un freno che, bloccando una rotella d’avorio posta sull’asse delle alette, permette di arrestare il meccanismo. Un montante verticale di ottone annerito reca la ruota portanastro e su di esso è imperniato un braccio mobile che, tramite una lamina elastica che funge da molla, preme un rullo folle e scanalato (la scanalatura permette di non cancellare i segnali impressi nella carta) sul rullo di trascinamento. Accanto ad esso due asticelle (una di esse è munita di una ghiera d’ottone) inserite in un dischetto convogliano il nastro fra i rulli. Fra una coppia di montanti delle platine è imperniato, fra due manopole a vite, il braccio mobile a T del telegrafo. Ad un’estremità esso è munito di una punta scrivente, mentre dalla parte opposta esso reca un’ancora cilindrica di ferro posta sopra una coppia di elettromagneti. Questi sono fissati verticalmente alla base, sono collegati in serie e i loro capi sono in comunicazione con due serrafili. Una colonnina isolata dalla base è attraversata da un tenditore a molla che, collegato al braccio scrivente, permette di variarne la forza di richiamo. Il tenditore è inserito nella colonnina in modo da essere isolato elettricamente dal braccio. La parte verticale del braccio a T tocca un contatto collegato ad un serrafili e isolato dall’apparecchio tramite una lastrina d’avorio. Un secondo contatto montato su di una manopola è inserito sulla sommità della colonnina ed è collegato ad un altro serrafili. Quando il braccio si abbassa per azione degli elettromagneti esso tocca dunque quest’ultimo contatto.
Grazie a questo sistema questo apparecchio, oltre a registrare i segnali Morse, può fungere da traslatore e cioè può ritrasmettere i segnali ad un altro ricevitore telegrafico.

Data: 1850 circa

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Misure: Larghezza 370, profondità 195, altezza 410 mm

dal martedì alla domenica
9.00-13.00 | ultimo ingresso 12.30 14.00-17.30 | ultimo ingresso 17.00

Lunedì chiuso.

Il Planetario è visitabile solo in occasione degli eventi e delle lezioni in programma, su prenotazione.

Museo.
Intero 8 Euro; ridotto 6 Euro.

Planetario.
Intero 10,00 Euro; ridotto 8,00 Euro.

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