Reostato di Wheatstone

Descrizione: Questo tipo di resistenza variabile fu descritta nel 1843 dal fisico inglese Charles Wheatstone (1802-1875) nel famoso articolo nel quale esponeva anche il ponte elettrico di misura che prende il suo nome (vedi n° inv. 520).
L’apparecchio è montato su di una base di legno e si compone di due cilindri paralleli, uno di ottone e uno di bosso, imperniati fra due piastre di ottone e protetti da lastre di vetro. Un filo metallico non isolato che funge da resistenza può essere avvolto sia sul cilindro di ottone, che su quello di bosso nel quale si inserisce in una scanalatura a spirale che ne mantiene le spire separate. Da un lato, entrambi i cilindri recano un perno a sezione quadrata sul quale si inserisce una manovella munita di ruota dentata. Questa ingrana su di una lamina metallica. All’estremità opposta, il cilindro di ottone è collegato ad un sistema di ruote dentate che azionano due lancette al centro di due quadranti indicanti la resistenza in unità di lunghezza del filo. Uno di essi reca 100 divisioni e la scritta «Centimètres», l’altro 40 divisioni e la scritta «Mètres». I due anelli di ottone montati sulle estremità di ogni cilindro sono in contatto con una lamina elastica munita di rotellina la quale è collegata ad un serrafili.
La resistenza del reostato è tanto maggiore quanto più lungo è il filo avvolto sul cilindro isolante di bosso. Essa decresce avvolgendo il filo sul cilindro di ottone che ne cortocircuita le spire.

Data: 3/4 XIX sec.

Autore: firmato da Ruhmkorff

Misure: Larghezza 292, profondità 215, altezza 155 mm

dal martedì alla domenica
9.00-13.00 | ultimo ingresso 12.30 14.00-17.30 | ultimo ingresso 17.00

Lunedì chiuso.

Il Planetario è visitabile solo in occasione degli eventi e delle lezioni in programma, su prenotazione.

Museo.
Intero 8 Euro; ridotto 6 Euro.

Planetario.
Intero 10,00 Euro; ridotto 8,00 Euro.

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