Pila italiana

Descrizione: Questa è una pila Daniell (vedi n° inv. 500) senza diaframma nella quale i due liquidi elettroliti rimangono separati per la loro differenza di gravità. Pionieri nell’introduzione di queste pile furono l’inglese Cromwell F. Varley (1828-1883), il francese A. Callaud e il tedesco Heinrich Meidinger (1831-?). È detta comunemente “pila italiana” poiché fu ampiamente utilizzata per i telegrafi dello Stato italiano.
È formata da un vaso di vetro cilindrico con una strozzatura centrale. Sul fondo del vaso vi è una spirale in lamina di rame la cui estremità fuoriesce verticalmente dalla pila. La parte verticale è avvolta in un nastro isolante catramato (non originale). Un manicotto di zinco è posato sulla strozzatura e ad esso è saldato un grosso filo di rame che serve da elettrodo. Sul fondo della pila viene posto uno strato di cristalli di solfato di rame, che funge da depolarizzatore, e il vaso viene riempito di acqua. La soluzione di solfato di rame, più pesante dell’acqua tende a restare sul fondo depolarizzando la spirale di rame. Questa pila fornisce una f.e.m. di circa 1 volt.

Data: 3/4 XIX sec.

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Misure: Altezza max.: 310, diametro: 100 mm

dal martedì alla domenica
9.00-13.00 | ultimo ingresso 12.30 14.00-17.30 | ultimo ingresso 17.00

Lunedì chiuso.

Il Planetario è visitabile solo in occasione degli eventi e delle lezioni in programma, su prenotazione.

Museo.
Intero 8 Euro; ridotto 6 Euro.

Planetario.
Intero 10,00 Euro; ridotto 8,00 Euro.

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