Macchina elettrostatica di Wimshurst

Descrizione: La macchina è montata su di una base di legno ebanizzato. I dischi controrotanti in ebanite con settori di stagnola sono sostenuti da un asse imperniato in un doppio sostegno di ghisa verniciata. Due collettori diametrali di ottone nichelato, muniti di spazzole, sono fissati a ghiere infilate sull’asse. Una manovella e due pulegge, imperniate nel sostegno, azionano i dischi tramite una coppia di cinghie di trasmissione. Due colonnine di vetro, infilate in ghiere di ottone nichelato sostengono le spazzole che fungono da collettori e gli elettrodi terminali della macchina. Questi ultimi sono girevoli e sono formati da asticelle di ottone nichelato con manico di ebanite sormontate da una coppia di sfere di diverso diametro. Due bracci di ebanite, fissati alle colonnine, recano due conduttori pure con manico di ebanite. Uno di essi permette di collegare le spazzole con gli elettrodi, l’altro a collegare questi ultimi con i conduttori delle bottiglie di Leida inserite in una coppia di zoccoli fissati alla base. Le armature esterne delle bottiglie sono collegate a due serrafili posti sulla base della macchina nei quali sono infilati due elettrodi che possono essere posti in contatto o allontanati.
Questa macchina di Wimshurst funziona esattamente come quella con n° inv. 447.

Data: 1910 circa.

Autore: firmata dalle Officine Galileo

Misure: Larghezza 520, profondità 340, altezza 500; diametro dischi: 360 mm

dal martedì alla domenica
9.00-13.00 | ultimo ingresso 12.30 14.00-17.30 | ultimo ingresso 17.00

Lunedì chiuso.

Il Planetario è visitabile solo in occasione degli eventi e delle lezioni in programma, su prenotazione.

Museo.
Intero 8 Euro; ridotto 6 Euro.

Planetario.
Intero 10,00 Euro; ridotto 8,00 Euro.

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