Macchina elettrostatica a disco

Descrizione: Generalmente i testi di fisica francesi e italiani ottocenteschi associano il nome del costruttore inglese di strumenti Jesse Ramsden (1735-1800) alle macchine elettrostatiche a disco con due conduttori, popolari in Francia a partire dalla fine del Settecento e poi comuni nei gabinetti di fisica europei per oltre un secolo. In realtà, l’uso del disco in questi apparecchi fu introdotto da diversi costruttori e fisici a partire dalla seconda metà del XVIII secolo. Fra questi vi fu anche Ramsden, di cui questa macchina è probabilmente l’unica firmata oggi esistente.
Una tavoletta di legno rettangolare reca due montanti verticali nei quali è imperniato un asse d’ottone munito di manovella con manico di legno e recante il disco di vetro. Nella base vi sono due piccoli alloggiamenti nei quali si inserivano le teste dei morsetti (scomparsi) che in origine permettevano di fissare la macchina ad un tavolo. Nei montanti sono inserite diametralmente due coppie di cuscinetti di cuoio rosso imbottiti di crine fra i quali ruota il disco. La pressione dei cuscinetti sul disco viene regolata tramite due apposite asticelle scorrevoli recanti una molla e avvitate in due ghiere filettate inserite nei montanti stessi. Su di una seconda tavoletta di legno sagomata, incernierata alla prima, si trovano il conduttore e l’elettrometro di Lane. Il primo è sostenuto da una colonnina di vetro fissata ad un piatto di legno ed è formato da un tubo cilindrico d’ottone al quale sono fissati due archi recanti i pettini. Questi sono formati da due lamine ricurve e munite di punte che abbracciano la periferia del disco. Su di una colonnina di legno infilata in un anello posto sulla base è fissato un elettrometro a scintilla del tipo proposto dal farmacista inglese Thimothy Lane (1734-1807) nel 1766. L’elettrometro è composto da una vite micrometrica, la cui punta (in origine recante una sferetta) termina in prossimità del conduttore. La vite è inserita in una sfera di legno sulla colonnina ed è solidale con una manopola e un disco graduato recante 20 divisioni. Parallelamente alla vite è fissata una scala d’ottone con 40 divisioni di 1/2 linea inglese ognuna. Un giro completo del disco corrisponde ad un avanzamento dello stesso di 1/2 linea, la scala sul disco è dunque divisa in 40esimi di linea. Un piccolo gancio, avvitato alla base della colonnina è collegato elettricamente con la vite tramite un conduttore all’interno della colonnina stessa. Un secondo gancio nella base è collegato all’incavo che accoglie il piatto di legno del conduttore. L’elettrometro di Lane permette dunque di limitare la lunghezza della scintilla e dunque di dosare (entro certi limiti) la quantità di elettricità fornita dalla macchina.
La macchina, che poteva essere scomposta e probabilmente trasportata in un’apposita cassetta, funziona in modo analogo a quelle precedentemente descritte. Il disco ruotando fra i cuscinetti si carica positivamente per strofinìo e per induzione elettrostatica il conduttore si carica anch’esso positivamente.

Data: 3/4 XVIII sec.

Autore: firmata da Jesse Ramsden

Misure: Larghezza 700, profondità 312, altezza 430; diametro disco: 295 mm

dal martedì alla domenica
9.00-13.00 | ultimo ingresso 12.30 14.00-17.30 | ultimo ingresso 17.00

Lunedì chiuso.

Il Planetario è visitabile solo in occasione degli eventi e delle lezioni in programma, su prenotazione.

Museo.
Intero 8 Euro; ridotto 6 Euro.

Planetario.
Intero 10,00 Euro; ridotto 8,00 Euro.

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