Galvanometro e magnetometro di Weber

Descrizione: Questo strumento, descritto dal fisico tedesco Wilhelm Weber (1804-1891) nel 1838, può essere utilizzato sia come bussola delle tangenti che come magnetometro. Piuttosto diffuso nelle collezioni ottocentesche, fu però adoperato più spesso per la misura delle correnti che per quella dei campi magnetici, per la quale esistevano sistemi e strumenti più precisi. Il design dello strumento qui illustrato è dovuto al costruttore Ruhmkorff.
Su di un tripode munito di viti calanti è imperniato un disco girevole con ganascia di fissaggio. Una livella a bolla permette di assicurare l’orizzontalità dello strumento. Sul disco è fissata una bobina avvolta attorno ad un grosso tubo di rame a sezione ellittica, montato in un telaio di ottone e chiuso da finestre di vetro. Il tubo di rame permette di smorzare rapidamente le oscillazioni. In esso infatti si generano delle correnti di Foucault (vedi n° inv. 620) che tendono a frenare il movimento del magnete. La bobina è composta da 3 avvolgimenti separati i cui capi terminano a sei serrafili fissati ad una base sagomata di ebanite e marcati «A A’ B B’ C C’». L’equipaggio mobile è formato da un cilindro magnetico cavo, sostenuto da una staffa sulla quale un piccolo telaio reca lo specchio per le letture a riflessione. Questo è racchiuso in una scatola d’ottone munita di finestra quadrangolare di vetro. L’equipaggio è sospeso tramite un fascio di fili di seta (senza torsione) ad un arganetto munito di lancetta che si trova su di un disco d’ottone posto sulla sommità di un lungo tubo di vetro. Il disco ha un bordo argentato recante una scala 0°-360° con divisioni ogni grado.

Galvanometro
Per misurare le correnti (utilizzando uno o più avvolgimenti) la bobina viene orientata in modo da avere il suo asse perpendicolare al magnete che è allineato lungo il meridiano magnetico. Al passaggio di una corrente nella bobina, si genera un campo perpendicolare al campo magnetico terrestre che devia l’equipaggio mobile. Le letture avvengono per riflessione tramite cannocchiale e scala. Misurando questa deviazione è possibile risalire al valore della corrente da misurare.

Magnetometro.
In questo caso non si utilizzano le bobine di filo. Per misurare l’intensità del campo magnetico si determina il periodo di oscillazione della sbarra magnetica e poi si determinano le deviazioni che questa induce sull’ago di una bussola (si usa per questo la bussola di Weber, non presente nella collezione).

Data: 3/4 XIX sec.

Autore: firmato da Ruhmkorff

Misure: Larghezza 258, profondità 288, altezza 905 mm

dal martedì alla domenica
9.00-13.00 | ultimo ingresso 12.30 14.00-17.30 | ultimo ingresso 17.00

Lunedì chiuso.

Il Planetario è visitabile solo in occasione degli eventi e delle lezioni in programma, su prenotazione.

Museo.
Intero 8 Euro; ridotto 6 Euro.

Planetario.
Intero 10,00 Euro; ridotto 8,00 Euro.

Search