Elettrometro a quadranti di Branly

Descrizione: Questo elettrometro a quadranti, ideato nel 1872 dal fisico francese Edouard Branly (1844-1940), rappresenta, come lo strumento precedente (vedi n° inv. 469 ), una modifica e una semplificazione dell’elettrometro a quadranti di Thomson.
L’apparecchio è montato su di un treppiede munito di viti calanti sul quale è imperniata una piastra di zinco. Su di essa è montata una vetrina formata da lastre di vetro intelaiate da spigoli di ottone e chiusa da un coperchio di ebanite. Una delle finestre metalliche è apribile. Un tubo di vetro laccato è fissato al coperchio, su di esso, sopra un disco di ebanite, vi è un disco girevole d’ottone munito di serrafili. Ruotando il secondo disco si modifica l’altezza di una pinzetta alla quale è fissato un sottile nastrino d’argento che sostiene l’equipaggio mobile posto all’interno della scatola. Questo è composto da una lamina di alluminio a forma di 8 sotto la quale, su di un’asticella, è fissato uno specchietto per le letture a riflessione. La lamina si trova all’interno di quattro coppie di settori in ferro fissati tramite colonnine d’ottone munite di serrafili al coperchio di ebanite. Le coppie opposte di settori sono collegate da fili isolati ai serrafili corrispondenti. Tramite anelli filettati posti sotto i serrafili è possibile modificare la distanza fra i settori di ogni coppia e modificare così la sensibilità dell’apparecchio.
L’equipaggio mobile viene collegato, tramite il serrafili a sua volta collegato alla sospensione, al polo di una pila di un centinaio di coppie. In questo modo esso si trova ad un potenziale costante dell’ordine di un centinaio di volt. Il conduttore del quale si desidera misurare il potenziale è invece collegato ad un sistema di settori, mentre l’altro viene messa a terra (la differenza di potenziale fra due conduttori si misura collegando ognuno ad un sistema di settori). Dalla deviazione subita dall’equipaggio mobile che viene respinto dai settori carichi del suo stesso segno e attirato dagli altri, è possibile determinare il potenziale cercato. Per la forma dell’equipaggio mobile si ammette che per piccoli angoli (non superiori a 3° circa) le deviazioni sono proporzionali al potenziale.

Data: 1875 circa.

Autore: firmato da Mariano Pierucci

Misure: Larghezza 210, profondità 210, altezza 640 mm

dal martedì alla domenica
9.00-13.00 | ultimo ingresso 12.30 14.00-17.30 | ultimo ingresso 17.00

Lunedì chiuso.

Il Planetario è visitabile solo in occasione degli eventi e delle lezioni in programma, su prenotazione.

Museo.
Intero 8 Euro; ridotto 6 Euro.

Planetario.
Intero 10,00 Euro; ridotto 8,00 Euro.

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