Cellula al selenio

Descrizione: Il selenio nella sua forma cristallizzata ha la proprietà di variare la propria resistività elettrica in funzione della luce che lo colpisce: questo fenomeno fu studiato soprattutto a partire dagli anni Settanta del XIX secolo. La fotosensibilità del selenio fu sfruttata per costruire delle cellule fotoelettriche che trovarono molte applicazioni tecniche, tra cui i primi tentativi di trasmissione a distanza di immagini animate.
La cellula qui illustrata è formata da due fili metallici non in contatto fra loro avvolti parallelamente su di una lastrina rettangolare di materiale isolante, sulla quale è stato depositato uno strato di selenio amorfo, reso fotosensibile grazie ad uno speciale processo di riscaldamento.
La cellula è contenuta in una scatoletta di legno con una finestrella frontale e un capo di ogni filo è collegato ad un serrafili. L’apparecchio è montato su di una base d’ottone. Normalmente, per mostrare l’effetto della cellula al selenio, essa viene collegata con una pila e con un relais mentre nel circuito secondario del relais viene inserito un galvanometro, una lampada o un campanello. Illuminando la cellula, la sua resistenza diminuisce: il relais viene azionato e chiude il circuito secondario.

Data: 1888 circa

Autore: firmata da P.J. Kipp & Zonen J.W. Giltay

Misure: Diametro base: 80, altezza: 153 mm

dal martedì alla domenica
9.00-13.00 | ultimo ingresso 12.30 14.00-17.30 | ultimo ingresso 17.00

Lunedì chiuso.

Il Planetario è visitabile solo in occasione degli eventi e delle lezioni in programma, su prenotazione.

Museo.
Intero 8 Euro; ridotto 6 Euro.

Planetario.
Intero 10,00 Euro; ridotto 8,00 Euro.

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