Bobina di induzione con motorino di Ritchie
Descrizione: Si tratta di una piccola bobina di induzione nella quale le periodiche interruzioni della corrente del primario sono generate utilizzando un motorino elettrico del tipo proposto nel 1833 dal fisico e astronomo scozzese William Ritchie (1790-1837). Questo tipo di strumento era utilizzato a volte anche in elettroterapia.
Una tavoletta di legno reca un piede dottone sul quale è montata verticalmente una calamita a ferro di cavallo. Su di unasta al centro dei bracci della calamita è imperniato il rotore formato da un cilindretto di ferro sul quale sono avvolte due bobine collegate in serie. I loro capi terminano immediatamente sopra un coppetta di vetro con base in legno, imperniata sullasta, che funge da commutatore. Una lamina davorio divide la coppetta in due settori, che vengono riempiti con del mercurio. Tramite una vite di bloccaggio essa può essere fissata allasta allaltezza desiderata in modo tale che i capi del rotore peschino nel mercurio. Grazie alla convessità del menisco il livello del mercurio può superare leggermente laltezza della paratia in modo che questa non sia dostacolo ai capi della bobina che pescano nel metallo liquido.
Sulla tavoletta, accanto al motorino, è fissata una bobina di induzione verticale formata da un rocchetto di legno sul quale sono avvolti un primario e un secondario. Il nucleo della bobina è formato da asticelle di ferro dolce (probabilmente alcune sono mancanti). I capi del secondario terminano ad una coppia di serrafili. Un capo del primario è collegato ad uno dei settori della coppetta mentre laltro capo, così come laltro settore, sono in comunicazione con una coppia di serrafili. In tal modo il motorino e il primario della bobina sono in serie.
Collegando i capi dello strumento ad una pila, il rotore del motorino si mette in rapida rotazione e, grazie allazione del commutatore a mercurio che interrompe periodicamente il circuito fungendo così anche da interruttore, lancia una corrente intermittente nel primario della bobina. Nel secondario si generano delle correnti indotte la cui intensità può essere regolata, variando il numero delle asticelle di ferro che formano il nucleo della bobina.
Data: 1860 circa
Autore: non è firmato ma è sicuramente di provenienza francese
Misure: Larghezza 194, profondità 145, altezza 153 mm
