Apparecchio di Lecher per le onde elettriche nei fili

Descrizione: Questa apparecchiatura fu ideata nel 1890 dal fisico austriaco Ernst Lecher (1856-1926) per generare onde elettromagnetiche lungo fili paralleli. È composta dai seguenti elementi:

a) Due treppiedi in ghisa recanti un corto binario di legno trattenuto da una vite a farfalla. Su ognuno di essi è fissata una colonnina verticale di ebanite recante un disco di zinco con due serrafili. Parallelamente ad esso, un cursore reca una colonnina e un disco identico al primo. Le due coppie di dischi formano le armature di due condensatori la cui capacità può essere modificata variando la distanza fra i dischi stessi. A lato del treppiede spunta un parallelepipedo di ferro.
b) Asta in legno le cui estremità accolgono i parallelepipedi in ferro dei treppiedi dei condensatori che si fissano tramite manopoline a vite. L’asta reca due colonnine di ebanite con serrafili nei quali sono inserite le asticelle di due sferette nichelate che fungono da spinterogeno.
c) Tavoletta in legno munita di morsetto recante due colonnine di ebanite con serrafili.
d) Sostegno con piede traforato e colonna in ghisa verniciata nel quale è infilata un’asta in ferro. La posizione dell’asta si regola con un morsetto. Su di essa scorre una barra trasversale di legno munita di secondo morsetto di fissaggio e di due ganci ai suoi estremi.
e) Due staffe metalliche per cortocircuitare i fili. Hanno manico isolante di ebanite; una di essa ha due ganci, l’altra due sferette a vite che possono essere fissate ai fili.
f) Quattro tubi a vuoto: uno con elettrodi e bulbi terminali di vetro all’uranio; uno simile ma avente solo il tubo fra i bulbi in vetro all’uranio, due (senza elettrodi) con quattro ampolle collegate da tubi recanti due guaine metalliche esterne munite di anello. In uno di essi i tubi sono capillari. Questo tubo è probabilmente di costruzione posteriore agli altri. Nessuno di essi era menzionato negli inventari antichi.
g) Due fili di rame (di circa 10 metri di lunghezza).

Un’armatura di ogni condensatore viene collegata con uno degli elettrodi dello spinterogeno che a sua volta è in comunicazione con il secondario di una bobina di induzione. Le altre armature sono collegate ai serrafili posti sull’accessorio (c) ai quali sono fissati anche due capi dei lunghi fili di rame. Questi vengono tesi paralleli tramite il sostegno (d). Uno o più tubi a vuoto vengono infilati trasversalmente fra i fili (tramite gli anelli degli elettrodi o delle guaine).
All’oscillatore formato dunque dai dischi del condensatore collegati alla bobina e dallo spinterogeno è accoppiato capacitativamente il circuito comprendente l’altra coppia di dischi collegati ai fili paralleli. In essi si producono ad ogni scintilla delle oscillazioni elettriche. Lungo i fili, sedi di correnti oscillanti, si formano delle onde elettromagnetiche, che, riflettendosi ai capi generano delle onde stazionarie. Quando si pone una staffa (e) fra i fili si modifica l’accoppiamento fra i circuiti ed è possibile ottenere gli effetti più intensi. Facendo dunque scorrere un tubo a vuoto lungo i fili esso si illumina con massima intensità in corrispondenza dei ventri di potenziale mentre si estingue in corrispondenza dei nodi (uno dei quali coincide con la posizione della staffa). Spostando la seconda staffa lungo i fili, il tubo continua a brillare solo quando essa si trova a coincidere con un ventre dell’onda stazionaria. La distanza delle due staffe corrisponde dunque a metà lunghezza d’onda (o ad un suo multiplo).

Data: 1906

Autore: firmato dalla Max Kohl

Misure: a) Altezza: 640, diametro dischi: 393; b) lunghezza: 953; c) larghezza 377, profondità 146, altezza 290; d) altezza: 1010; lunghezze dei tubi: 340-420 mm

dal martedì alla domenica
9.00-13.00 | ultimo ingresso 12.30 14.00-17.30 | ultimo ingresso 17.00

Lunedì chiuso.

Il Planetario è visitabile solo in occasione degli eventi e delle lezioni in programma, su prenotazione.

Museo.
Intero 8 Euro; ridotto 6 Euro.

Planetario.
Intero 10,00 Euro; ridotto 8,00 Euro.

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