Apparecchio del Bartoli per dimostrare un teorema sull’induzione elettrostatica (incompleto)

Descrizione: Questo apparecchio per dimostrare un teorema dell’elettrostatica fu proposto nel 1883 dal fisico italiano Adolfo Bartoli (1851-1896). Questo teorema afferma che la carica indotta dal conduttore A (collegato ad esempio ad una pila) a quello B (collegato a terra) è uguale quella indotta dal conduttore B (dopo essere stato isolato) su A (a sua volta messo a terra).
L’apparecchio era composto di vari organi dei quali è sopravvissuta solo una parte del commutatore. Questa consiste in un cilindro di legno munito alle estremità di semiassi e recante sulla superficie una serie di espansioni di ebanite coperte da lamine di ottone che fungono da contatti. In origine, il cilindro era imperniato fra due montanti fissati ad una base e poteva essere messo in rapida rotazione tramite un sistema di ruote dentate. Una serie di lamine elastiche poste lungo il cilindro permettevano di mettere in contatto successivamente i vari elementi dell’apparecchiatura, tra cui due conduttori, una batteria di pile e un galvanometro.

Data: 1883

Autore: costruito nell’officina dell’Istituto Tecnico Toscano

Misure: Lunghezza: 575, diametro max.: 175 mm

dal martedì alla domenica
9.00-13.00 | ultimo ingresso 12.30 14.00-17.30 | ultimo ingresso 17.00

Lunedì chiuso.

Il Planetario è visitabile solo in occasione degli eventi e delle lezioni in programma, su prenotazione.

Museo.
Intero 8 Euro; ridotto 6 Euro.

Planetario.
Intero 10,00 Euro; ridotto 8,00 Euro.

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