Doppietto acromatico diviso a metà
Sono due lenti divise a metà: una biconvessa, l'altra biconcava. Riunite e giustapposte esse formano un sistema acromatico (f = 34 cm
prismi di Dove ad inversione
Sono due prismi trapezoidali di vetro detti prismi ad inversione o di Dove dal nome del fisico e metereologo tedesco Heinrich Wilhelm Dove (1803-1879) che li descrisse nel 1851 e li utilizzò in alcuni strumenti ottici.
Un fascio di
schermagli
Due telai ottogonali di legno montati su colonnine d'ottone recano due ghiere di diametro diverso pure d'ottone. Le colonnine possono essere infilate nei supporti del banco ottico (n° inv. 291). Nelle ghiere vengono inseriti, a frizione, elementi ottici diversi. In
prismi cementati
Ad un prisma equilatero in vetro incolore è cementato, lungo l'ipotenusa, un prisma rettangolare di vetro verdino. L'uso di questa coppia di prismi non è certo, ma forse veniva utilizzata per mostrare un sistema dispersivo che non produce deviazione
Tavola spettrale
Una tavola didattica con immagini di diversi spettri luminosi è incorniciata sotto vetro. Tavole simili, ma di dimensioni ridotte, erano spesso inserite nei testi di fisica dell'epoca per illustrare i capitoli dedicati alla spettroscopia.
Essa reca le diciture: "Tafel II. /
specchi piani
Sono 5 specchi di vetro, piani, fissati su delle tavolette di legno. Quattro di esse recano dei fori opposti, al centro del lato maggiore.
Gli specchi erano in origine imperniati su di un telaio (oggi scomparso) in modo da
specchi incernierati su quadrante graduato
Un semicerchio di ferro verniciato recante una graduazione grossolana 90°- 0°-90° con divisioni ogni 5 gradi sostiene un'asta verticale alla quale sono imperniati due specchi piani di vetro. Sul semicerchio è fissato un tubicino che serve da portacandela.
Gli specchi
Microscopio composto di Amici
Questo microscopio composto fu costruito da Giovanni Battista Amici (1786-1863) per il Dr. Giorgio Holdt. In una lettera a lui indirizzata e ritrovata nella cassetta del microscopio l'Amici descrive dettagliatamente le caratteristiche e le particolarità dello strumento.
Un tripode ripieghevole d'ottone
Cannocchiale di Edelmann con sostegno e scala per letture a riflessione
Lo strumento è molto simile a quelli con n° inv. 308 e 309; il suo uso è identico.
Il cannocchiale acromatico (42 mm di apertura) è imperniato in un anello posto alla base dell'asta che regge la scala. Una vite
Eliostata di Silbermann
L'eliostata, già proposta nel XVIII secolo dall'olandese Willem's Gravesande (1688-1742), è uno strumento a orologeria destinato a riflettere in direzione costante un fascio di raggi solari malgrado il loro movimento orario. L'eliostata ideata verso il 1844 dal fisico francese Johann
prismi di vetro all’uranio
Sono due prismi triangolari, ad angolo retto, in vetro verdino. La colorazione del vetro è data probabilmente dai sali di uranio. Erano forse utilizzati per esperienze sulla fluorescenza. Uno dei prismi è scheggiato in più
Cannocchiale con sostegno per letture a riflessione
Lo strumento, anch'esso usato come quelli con n° inv. 299, 308, 309 e 312 per le letture a riflessione, è però di modello più antiquato.
Un disco d'ottone è imperniato su di un treppiede munito di viti calanti. Il disco può
