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Cambia il viaggio della cometa Atlas

“Da quando è stata osservata per la prima volta oltre l’orbita di Marte ad ora, la cometa ha avuto un impressionante incremento di luminosità che potrebbe non riuscire a mantenere.”
Così scrivevo all’inizio di Aprile parlando della cometa Atlas. 
Purtroppo, non ci è riuscita.
Già dal 6 Aprile si era osservato un allungamento della chioma accompagnato ad una diminuzione nella luminosità della cometa, imputabili ad una possibile frammentazione del nucleo.
La conferma è arrivata l’11 con una serie di immagini che mostrano un nucleo diviso in almeno tre pezzi.
La sorte di Atlas è già scritta: la cometa continuerà a sbriciolarsi approssimandosi al Sole.
E’ vero che la speranza è sempre l’ultima a morire, ma, stavolta, la probabilità che a fine Maggio se ne possano ancora osservare i frammenti è davvero bassa.
Ma non disperate! Proprio l’11 Aprile, quando Atlas andava frantumandosi, è stata scoperta da un astronomo australiano una nuova cometa: la cometa SWAN.
Il nome di catalogo è C/2020 F8 e SWAN deriva, come per Atlas, dal nome dello strumento che l’ha scovata.
La sua orbita la condurrà il 12 Maggio in perigeo, il punto più “vicino” (83 milioni di km) alla Terra, per poi raggiungere il perielio circa 2 settimane dopo.
Attualmente, ha una magnitudine di 8, quindi non visibile ad occhio nudo, ma, secondo i calcoli, potrebbe raggiungere intorno a metà Maggio una magnitudine di 3.5.
Per gli appassionati dell’emisfero australe sarebbe allora possibile osservarla, un po’ più arduo per noi dell’emisfero boreale.
Ma anche stavolta il condizionale è d’obbligo: il destino di SWAN potrebbe essere lo stesso di Atlas.
Nel felice caso ci fosse dato ammirarla, il momento più opportuno sarà intorno al 12 Maggio, prima delle 6 del mattino, quando apparirà bassa sull’orizzonte, guardando verso Nord.