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6 Aprile 1520: muore Raffaello Sanzio

6 Aprile 1520: muore Raffaello Sanzio

Sono passati 500 anni dalla morte dell’artista, ma la sua opera vive ancora.

Per trovare un esempio di argomento astronomico, occorre andare a Roma nelle stanze del palazzo Apostolico, dove il Papa da poco eletto, Giulio II della Rovere, decise di stabilire i suoi appartamenti affidandone la decorazione ad un Raffaello appena 25enne.

Si racconta che la primissima scena rappresentata da Raffaello sulla volta della Stanza della Segnatura sia quella dedicata ad Urania, musa dell’Astronomia.

La musa posa la mano su una sfera azzurra al cui centro è raffigurata la Terra. Nella sfera, che vuole simboleggiare la volta celeste, sono rappresentate le costellazioni della notte del 31 ottobre 1503, data di elezione al soglio pontificio di Giulio II, 3 ore dopo il tramonto.

Nella medesima stanza, nell’affresco titolato “la scuola di Atene”, troviamo altri riferimenti astronomici: il globo celeste, retto in mano da Zoroastro e il globo terrestre, nelle mani del greco Tolomeo (II sec.), autore dell’Almagesto, un compendio del sapere astronomico dell’epoca. La figura femminile sulla sinistra, vestita di bianco, secondo alcune interpretazioni, sarebbe Ipazia di Alessandria, matematica e astronoma greca brutalmente uccisa nel Marzo del 415.

Dunque, un omaggio al connubio tra arte e scienza, discipline che oggi vengono spesso sterilmente separate. Raffaello, uomo di 500 anni fa, sembra quasi volerci ricordare quanto sia importante considerarle complementari per una visione più ampia della realtà.