Microscopio binoculare di Greenough
Descrizione: Si tratta di un microscopio binoculare del tipo suggerito dal biologo americano Horatio S. Greenough alla ditta Carl Zeiss di Jena verso la fine del XIX secolo.
Lo strumento è in ottone ossidato e annerito. Sulla base, a ferro di cavallo, è imperniato il corpo del microscopio. Un’asta regge lo specchietto orientabile (piano e concavo) per l’illuminazione. Il tavolino portaoggetti rettangolare è munito di due lamine elastiche per fissare i preparati. Sotto di esso vi è un settore metallico girevole che permette di occultare il foro nel tavolino. Una corona circolare può essere inserita nel foro per ridurne il diametro. Un sostegno fissato con due manopole a vite regge il doppio tubo i cui movimenti avvengono grazie ad un pignone dentato che ingrana su di una cremagliera. Gli obbiettivi doppi sono montati su di una lastrina di metallo che si inserisce sotto i tubi. Quando il microscopio non è utilizzato una lastrina protettiva prende il posto degli obbiettivi.
Sopra di essi vi è una coppia di scatole cilindriche in ognuna delle quali è alloggiato un treno di tre prismi a riflessione totale. Questo sistema permette sia di ridurre la lunghezza dello strumento che di aumentare l’effetto di visione stereoscopica. I cilindri, che recano superiormente i tubi nei quali si infilano gli oculari, sono imperniati eccentricamente e possono ruotare, permettendo così di variare la distanza fra gli oculari ed di adattarla all’osservatore. Il microscopio, alloggiato in una scatola di legno, è corredato dai seguenti accessori:
a) 4 coppie di oculari numerati: “1, 2, 3, 4”
b) 5 doppi obbiettivi con le diciture:”54 mm, 44 mm, 35 mm, 27 mm, 25 mm Pl”. Tutti sono firmati “F.KORISTKA”.
c) 2 tavolette di legno incernierate, da applicarsi ai lati del tavolino tramite apposite viti. Esse servono ad appoggiare gli avambracci quando si compiono manipolazioni di dissezione. Probabilmente non sono originali poiché non possono adattarsi con precisione alle viti poste a lato del tavolino portaoggetti.
d) Un diaframma con foro circolare da porre sugli oculari. (In origine erano 2).
Una biglietto su carta intestata delle Officine Galileo è fissata nella scatola e reca una tabella manoscritta con gli ingrandimenti in funzione di obbiettivi e oculari:
Obbiettivi Oculari
1 2 3 4
54 9 11 14 18
44 15 18 23 30
35 22 27 34 44
27 33 41 52 66
25* 35 44 56 72
* è ad immersione ad acqua.
Data: 1930 circa
Autore: firmato da Officine Galileo e Francesco Koristka
Misure: Altezza: 304; scatola: larghezza 215, profondità 220, altezza 365 mm
