Apparecchio per proiezioni
Descrizione: Si tratta di un apparecchio da proiezione più moderno ed elaborato di quello con n° inv. 252.
Una scatola metallica, aperta posteriormente e con due sportelli sui lati, racchiude la sorgente luminosa costituita da una lampada a petrolio. La lampada, che scorre fra due guide, è formata da un serbatoio per il petrolio dal quale fuoriescono due stoppini a nastro; la loro altezza viene regolata tramite due apposite manopole. Gli stoppini sono posti in un contenitore ribaltabile, munito di un camino e con la parete posteriore a specchio. Una ghiera d’ottone, posta sul fronte della scatola metallica racchiude un condensatore formato da due lenti piano-convesse. Davanti ad esse, lungo due binari, scorre un telaio nel quale si inseriscono le lastre da proiettare, trattenute da una molla. L’obbiettivo dell’apparecchio è formato da un doppietto acromatico cementato e da una lente menisco-concava leggermente spaziata da una piano-convessa ed è del tipo “da ritratto” ideato dall’ottico ungherese Joseph Max Petzval (1807-1891) verso il 1840. E’ posto in un tubo d’ottone inserito in una calotta sferica, che funge da schermo per la luce parassita. Per la focalizzazione delle immagini il tubo viene fatto scorrere tramite un pignone dentato ed una cremagliera. Un coperchio protegge le lenti.
Data: 1890 circa
Autore: firmato da Lenoir & Foster
Misure: Larghezza 505, profondità 190, altezza 310 mm
