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Adotta un Fiore

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Il Museo della Fondazione Scienza e Tecnica detiene una raccolta di circa 180 esemplari di fiori, realizzati in polimateriali, dalla ditta Brendel di Berlino alla fine dell’Ottocento: la Manifattura Brendel e figli aveva iniziato la sua attività nel 1866, quando Robert Brendel (ca 1821-1898) dette avvio all’impresa. Il suo successo fu dovuto all’idea del prof. Ferdinand Cohn, direttore della Stazione Agricolturale di Breslau (Polonia), referente scientifico dei Brendel, che suggerì di ampliare la produzione alla botanica sistematica e all’anatomia vegetale e non solo ai modelli delle piante officinali, come era all’inizio. La manifattura vendeva per corrispondenza tramite i propri cataloghi illustrati in tutti i paesi europei ed extraeuropei.

L’elevato rigore scientifico dei prodotti era tale che la richiesta commerciale divenne altissima. La ditta, che si avvalse di valenti esperti del settore, uno dei quali Reinhold Brendel (ca 1861-1927), si specializzò nella produzione di più di 150 specie vegetali, la maggior parte delle quali, vista la finalità prettamente didattica e applicativa, riguardante piante utilizzate nell’agricoltura e nell’ambito medico.

Per la realizzazione dei fiori, furono impiegati vari materiali a seconda delle esigenze di preparazione: gomme vegetali rinforzate con fibre, tela di cotone gessata, collagene animale fatto reagire con composti solforati, legno rattan, piume, fili metallici, fibre di origine animale.

Alti circa 60 cm, i modelli sono colorati con tempere e lucidati con lacca e cera. Talvolta, per aumentare la valenza didattica, sono presenti parti apribili e smontabili, sostenute da piccole cerniere e ganci metallici.

Perfetti per le necessità dell’Istituto Tecnico, furono acquistati molti modelli di Fanerogame e alcuni di Crittogame, che costituirono una raccolta di straordinaria raffinatezza.

 

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La maggior parte dei reperti è stata restaurata grazie a un contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze e ad altri Enti (Innerwheel, Comitato dei Cento, Garden Club), ma parte del materiale versa ancora in precarie condizioni e necessita di restauro conservativo.

 

Salvia_officinalisSulla base dello stato di conservazione dell’opera, e secondo le linee di intervento adottate nell’ambito del restauro dei beni culturali, è condivisibile la scelta di un’operazione mirata alla totale conservazione del manufatto nelle sue parti originali.

In tutti i casi già restaurati, è stata attuata una preventiva fase di consolidamento delle parti originali per ristabilirne la corretta solidità.

Anche in questi esemplari, è prevista la pulitura delle superfici e delle policromie attraverso un’azione di detersione calibrata, così come la realizzazione di un ritocco pittorico per lo più a “mimetico” in corrispondenza delle porzioni danneggiate.

L’intervento deve ripristinarne le condizioni fondamentali di stabilità e fruibilità, operando sulla struttura, per garantire una maggiore durata e per scongiurare un ulteriore deperimento.

Oltre alle procedure di recupero sensu stricto, il progetto include un’indagine storico-scientifica sulle modalità di produzione e di acquisizione degli oggetti, mediante l’analisi di confronto con altre collezioni, a oggi conosciute, di modelli di anatomia e morfologia vegetale provenienti dalla manifattura Brendel.

I fiori che verranno via via restaurati, andranno ad arricchire l’allestimento già predisposto, nel circuito espositivo del Museo.

 

Per contribuire al restauro della collezione fai una donazione alla Fondazione Scienza e Tecnica

Codice IBAN: IT89 D033 5901 6001 0000 0139430

specificando la causale: donazione liberale

 

Grazie per il Vostro aiuto.