Noi Siamo la Galassia del Futuro – Comunicato Stampa n.2 Past Event

Firenze, 7 novembre 2017 – Si sono appena conclusi gli “Incontri tra Astronomia e Arte” alla Fondazione Scienza e Tecnica di Firenze, che nel corso di tre serate hanno stimolato il dialogo tra scienziati, artisti, poeti e musicisti. Ciò che resta di questo confronto interdisciplinare, si manifesta in una piccola mostra dal titolo congiunto “Noi siamo la Galassia del Futuro”, allestita nell’Atrio della Fondazione e in Aula Corridi dove l’ingegno di tre artisti come Uri De Beer, Lorenzo Mullon e Enzo Navarra sperimenta un’inconsueta convivenza con la scienza nella condivisione di spazi microcosmici.

L’obiettivo del progetto è il piacere condiviso di individuare e di percorrere delle vie comuni in entrambi i settori, nella scienza e nella cultura, al fine di diffondere un patrimonio scientifico che grazie agli artisti viene nuovamente tramandato con il linguaggio della creatività. Di questo pensiero si tesse il fil rouge della mostra che materializza questo concetto attraverso un allestimento site-specific progettato da Beth Vermeer, che parte dalle galassie dipinte di Lorenzo Mullon, riflette davanti alla pittura digitale di Uri De Beer, e sosta per qualche anno di luce sul nostro satellite circondato dalle opere lunari di Enzo Navarra.

Da molti anni, i tre artisti di origine, generazione e formazione diverse, si sono aperti all’entropia delle visioni al fine di sondare un punto d’incontro tra il pensiero scientifico e l’alchimia del fare, nella sfida impegnativa di coniugare la ricerca scientifica nel campo dell’astronomia, con quella delle scienze umane e con la loro pratica attuale tramite l’azione dell’arte e della poesia.

Il percorso espositivo che tiene conto dei codici semiotici di lettura, si snoda nell’Atrio della Fondazione dove quattro meteoriti imponenti, sospesi dal soffitto, catturano l’attenzione dei visitatori. L’artista e poeta triestino Lorenzo Mullon si è ispirato ai fenomeni celesti al di là della banda di radiazione visibile dei colori. In sintonia con le mappe antiche, i lavori dell’artista si sostanziano di elementi più o meno riconoscibili, incontriamo di sfuggito degli animali come le salamandre, gli scorpioni, degli elfi, oppure dei mostri e dei personaggi correlati al patrimonio di leggende di chiunque intraprenda la lettura del cielo notturno.

Noi Siamo la Galassia del Futuro

Noi Siamo la Galassia del Futuro

Uri De Beer

Uri De Beer

Lorenzo Mullon

Lorenzo Mullon

Enzo Navarra

Enzo Navarra

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il suo Stellarium è paragonabile allo splendore delle realtà presenti nel cosmo, va oltre la questione della loro luminosità e temperatura. Il ciclo che conduce dalla morte delle stelle alla vita delle nebulose, è un indice di trasformazione perenne e che tutto si rinnova al costo di sacrificare una parte di sé. I frammenti stellari di Mullon sono anche un riferimento al Planetario dove il cielo si mostra nella sua bellezza notturna sulla volta di una stanza.

Una vetrina dedicata a modelli naturalistici e indice del Gabinetto di Storia Naturale è l’abitat delle opere di Uri De Beer che convivono in maniera eccelsa con gli elementi delle collezioni esposte, sia su piano formale e cromatico che su piano concettuale. L’architetto e artista israeliano propone sei tavole di pittura digitale stampate su canvas che narrano l’origine dell’Universo. Dei brani estratti dal primo capitolo della Genesi si uniscono nel suo immaginario con mondi paralleli microscopici, con la geometria dei frattali della natura, con immagini delle

attività cerebrali dell’uomo e delle cellule umane, con la nanotecnologia, per arrivare alle fotografie del Telescopio Hubble e dello spazio. Nelle tele di De Beer si percepisce una fusione tra le dimensioni più grandi e quelle più piccole in un avvicinamento tra i mondi più lontani e più vicini. I frattali entrano nell’immagine come elemento misterioso tra il nostro mondo e i numerosi mondi attorno, sopra e sotto di noi. Anche la morfologia delle sue sculture resta legata alle forme della natura. I cerchi e le forme curvate sono elementi associati all’ordine organico e naturale e celeranno sempre un mistero. Le due sculture esposte, prototipi di future opere monumentali, testimoniano il pensiero di un artista che pensa piuttosto in termini di crescita che di costruzione meccanica, prediligendo la forma naturale a quella artificiale.

C’è una terza via di affrontare la cosmologia, come ci illustra Enzo Navarra, architetto e artista versatile di origine lucano che trasforma una sala asettica di conferenze in un luogo contaminato dall’onirico, dalla magia di un firmamento blu dorato e da una luna ottobrina della raccolta. Quando gli artisti parlano della luna, non si tratta di linguaggio né di contenuti. Tutto si concentra nella visione. Navarra conosce bene l’ambiguità della Luna innegabilmente associata allo spirito umano e l’ha fatta diventare parte integrante della sua ricerca: il versante scientifico-tecnico che mira ad abitare l’ignoto e quello poetico che continua a sognare.

La lettura di Giacomo Leopardi gli dà l’impulso di affrontare un tema universale come quello della Luna e la ricchezza della sua semiosi. E nello spirito di Leopardi risponde anche Navarra, che, come la Luna, parla al cuore. La sua nuova opera realizzata per l’occasione emana la misteriosa magia lunare cantata secoli fa dal suo poeta preferito. Luna d’Ottobre, un capolavoro in tempera, polveri, minerali e fogli d’oro, si fonda con il linguaggio degli scienziati come uno specchio magico del nostro tempo. Non c’è una risposta, se non all’interno delle perpetue pratiche quotidiane in comune: guardare, ricercare, esplorare, ricordare, trovare. Intanto la Luna resta.

 

La mostra ideata, curata e allestita da Beth Vermeer, resterà aperta fino alla fine di novembre 2017 negli orari seguenti : martedì, mercoledì, giovedì dalle ore 10.30 alle 14.30; sabato e domenica dalle ore 10.00 alle ore 18.00; chiuso il lunedì.

Il progetto “Noi siamo la Galassia del Futuro” nasce dalla collaborazione di Design of the Universe con la Fondazione Scienza e Tecnica che ospita la mostra nei suoi spazi, con il patrocinio del Comune di Firenze, dell’Università di Firenze e con la partecipazione dell’Osservatorio Astrofisico di Arcetri.

Comunicazione online e produzione video: Lorenzo Isacco, Laverna.net, Venezia; Pubbliche Relazioni: Calliope Bureau; Media Partner: Aurora Journal International.

Press Info e P.R. Calliope Bureau www.calliopebureau.eu Email: info@calliopebureau.eu

 

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Ringraziamenti

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Il museo della Fondazione Scienza e Tecnica di Firenze è aperto dalle ore 9.00 alle ore 13.30, dal martedì alla domenica.
La biblioteca è aperta dal lunedì al venerdì dalle ore 9.00 alle 13.00.

MUSEO
Adulti: € 8.00
Bambini: € 6.00

PLANETARIO
Adulti: € 8.00
Bambini: € 6.00
Planetario + Laboratorio / bambini: € 10.00
Solo su prenotazion

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