Rifrattometro di Pulfricht

Descrizione: Lo strumento, descritto nel 1888 dal fisico tedesco Carl Pulfricht (1858-1927), serve per misurare l’indice di rifrazione dei liquidi. I rifrattometri furono ampiamente utilizzati a partire dalla seconda metà del XIX secolo sia nei laboratori che nei processi industriali e nelle analisi merceologiche.
Un treppiede di ferro verniciato sostiene, su di una colonnina, una base quadrata. Su di essa è avvitata una sbarra a sezione triangolare nella quale è infilato un supporto la cui altezza è regolabile tramite una vite di fissaggio. Esso porta un prisma di vetro rettangolare parzialmente racchiuso in una scatola metallica e sormontato da un piccolo recipiente cilindrico di vetro. Uno dei cateti del prisma, posto orizzontalmente, forma la base de recipiente. La posizione del prisma può essere regolata tramite tre viti. Il recipiente è circondato da una camicia metallica (amovibile) avente di tubo di afflusso che, tramite un tubicino, è collegata alla scatola che racchiude il prisma, munita a sua volta di un tubo di efflusso. Facendo circolare dell’acqua calda nel sistema è possibile eseguire misure a temperature diverse. Sulla base quadrata è pure fissato un sostegno che regge un cerchio graduato; ad esso è fissato un braccio munito di contrappeso recante un cannocchiale a gomito. Il cerchio è graduato da 0° a 270°; tra 0° e 90° porta le divisioni ogni 30′ e un nonio permette le letture al 1′. Le letture avvengono tramite un oculare con lente semplice fissato ad un’asta imperniata sull’asse. I movimenti fini del cerchio sono possibili grazie ad una vite micrometrica con molla antagonista che agisce su di una ganascia fissata ad esso con una vite di bloccaggio. Il cannocchiale a gomito è munito di di oculare acromatico, di un prisma a riflessione totale, di un reticolo e di un oculare di Ramsden. Un’asta, avvitata al treppiede, sostiene una lente biconvessa.
Il liquido da esaminare è posto nel recipiente cilindrico e un fascio di luce monocromatica, concentrata dalla lente, viene diretto verso la sua base. Un raggio radente il fondo del recipiente, che corrisponde al cateto orizzontale del prisma, attraversa il liquido, penetra nel prisma e, rifratto, ne esce sotto un’angolo limite. Osservata nell’oculare la faccia verticale del prisma appare così divisa in due settori, uno illuminato l’altro oscuro. Con il cannocchiale è dunque possibile determinare l’angolo limite di emergenza del raggio, che coincide con la linea di separazione fra i due settori. Conoscendo l’indice di rifrazione del prisma (nP = 1,6150 inciso sulla base dello strumento) è possibile calcolare l’indice di rifrazione del liquido in esame. L’apparecchio permette di determinare indici di rifrazione minori di np.

Data: 1900 circa

Autore: firmato da Max Wolz

Misure: Larghezza: 290, altezza: 295 mm

dal martedì alla domenica
9.00-13.00 | ultimo ingresso 12.30 14.00-17.30 | ultimo ingresso 17.00

Lunedì chiuso.

Il Planetario è visitabile solo in occasione degli eventi e delle lezioni in programma, su prenotazione.

Museo.
Intero 8 Euro; ridotto 6 Euro.

Planetario.
Intero 10,00 Euro; ridotto 8,00 Euro.

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