Microscopio composto di Pacini con accessori e 2 preparati
Descrizione: Trattasi di un microscopio composto che presenta molte similitudini con quelli ideati verso la metà del secolo scorso dal medico e biologo italiano Filippo Pacini (1812-1883), famoso per aver scoperto il “cholera vibrio” nel 1854. Secondo il Catalogo cimeli questo strumento fu usato dal Pacini per scoprire ed esaminare i corpuscoli del tatto.
La base sagomata reca due colonnine sulle quali è imperniato il corpo in ottone dello strumento. Il doppio specchietto (piano e concavo) è montato su di una forcella che, tramite un anello, scorre su di un cilindro. Sopra lo specchietto si trova il condensatore, formato da due lenti convergenti e una divergente anch’esso scorrevole lungo il cilindro. Il tavolino portaoggetti è circolare; sotto di esso vi è un disco rotante con 5 fori di diametri diversi. Nel tavolino, impernato fra le due piastre metalliche che lo compongono fissate con due viti, si trova un disco rotante con un foro circolare, una lente convergente e 4 filtri di vetri diversi (smerigliato, rosso, arancione e blu). Sul tavolino è inserita un’asta snodabile che probabilmente recava una lente (oggi scomparsa) per illuminare gli oggetti opachi. Il tubo del microscopio è inserito in un anello solidale con una colonnina il cui movimento avviene nel cilindro tramite un pignone dentato e una cremagliera. Due bottoni all’estremità di vite senza fine permettono di spostare di qualche mm l’anello che sorregge il tubo rispetto al centro del tavolino portaoggetti. Alla base del tubo inclinato, composto da due sezioni telescopiche di cui quella superiore è millimetrata lunga 5 cm, vi è un prisma raddrizzatore (il prisma è di tipo Dove, descritto nella scheda n° inv. 320). Sotto il prisma è avvitato un porta-obbiettivi imbutiforme nel quale è inserito un nicol analizzatore. Nel tubo è infilato un oculare di Huygens.
Il microscopio è corredato dai seguenti pezzi:
a) Coppia di tubi a “V” da utilizzarsi per osservazioni binoculari. Essi sono formati da due sezioni telescopiche; quella superiore è millimetrata come per il tubo monoculare. In essi è inserita una coppia di oculari di Huygens recanti il N° “2”.
b) Quattro ghiere filettate racchiuse da coperchietti. Recano le marche: .., .., ., . Tutte salvo l’ultima contengono due prismi rettangolari a riflessione totale le cui ipotenuse sono affacciate e formano un angolo di pochi gradi. Questa disposizione di prismi, utilizzati per le osservazioni binoculari, fu ideata dal medico americano John Leonard Riddel (1807-1865).
c) 6 ghiere filettate, più piccole che in origine contenevano le lenti obbiettive, oggi tutte scomparse.
d) 2 preparati microscopici originali di Pacini. I vetrini portaoggetti sono ricoperti parzialmente di carta verde e recano le seguenti scritte:
d.1) “Siluro Organo Elettrico sezione traversa sui lati del tronco Metodo di Filippo Pacini Avvertenze Firenze 15 settembre 1862 Filippo Pacini” Segue un disegno con una legenda. Sul retro continua la legenda e si trova anche la scritta: “V la mia Memoria negli Archives des Sciences etc Genève 1853 tom: 24, pag 313 ! / Preparazione Acqua e Alcool Biclor. Merc: 1 / Aci: Acetico 7 / Acqua 300”
d.2) “Gimnoto Organo Elettrico / Metodo di Filippo Pacini
Avvertenze V. la Mia Memoria nella Gazzetta Medica di Firenze, anno 1852. pag. 305. / Firenze 12 Agosto 1861 Filippo Pacini”
Sul retro:
“e negli Archives des Sciences Naturelles de Genève, 1853 tom. 24, pag 313 / Sols. conserv. / Alcool 5. / Acqua 1.”
Data: 1860 circa
Autore: non è firmato ma probabilmente fu costruito da Giovan Battista Amici
Misure: Altezza: 335 circa; preparati: lunghezza 80, larghezza 40 mm
