Micrometro di Rochon a doppia immagine

Descrizione: Questo strumento rappresenta la versione finale del micrometro a doppia immagine ideato e perfezionato durante l’ultimo quarto del XVIII secolo dal navigatore, astronomo e ottico francese Alexis Marie Rochon (1741-1817). Lo strumento (detto anche cannochiale di Rochon) viene utilizzato sia per misurare la distanza di un oggetto quando se ne conoscono le dimensioni che per determinarne le dimensioni conoscendone la distanza. Quando né la distanza dall’oggetto, né le sue dimensioni sono note è possibile ricavarle eseguendo due misurazioni da due punti la cui distanza è conosciuta. Viene utilizzato in ambito astronomico, topografico e nautico.
Lo strumento è largamente incompleto, mancando dell’oculare e della lente obbiettiva (apertura 41 mm). Si compone di un tubo d’ottone (chiuso da un cappuccio protettivo) avente una lunga fenditura longitudinale. Nella fenditura si trova un cursore munito di manopola con pignone dentato che ingrana in una cremagliera. Il cursore è solidale con un prisma di Rochon a doppia immagine che può scorrere all’interno del tubo. Il prisma birifrangente di Rochon è un parallelepipedo composto da due prismi rettangolari di quarzo con le ipotenuse giustapposte e cementate. Uno di essi è tagliato in modo da avere l’asse ottico parallelo all’asse dello strumento, l’altro inceve possiede l’asse ottico perpendicolare ad esso (e cioè parallelo agli spigoli delimitati dalle facce formanti un angolo acuto). Un fascio di luce che penetra nel prisma viene scomposto in un raggio ordinario (che non viene deviato) e in uno straordinario (deviato) che producono due immagini dell’oggetto osservato. Quando il prisma è in prossimità dell’oculare le due immagini sono sovrapposte. Le misure vengono eseguite spostando il prisma verso l’obbiettivo e sdoppiando le immagini sino a che i loro bordi siano tangenti. Lungo la fenditura si trovano due scale: una andante da 0 a 34 fornisce in minuti la saparazione delle due immagini che appaiono nell’oculare; l’altra invece (non lineare) esprime quante volte la grandezza dell’oggetto sdoppiato è contenuta nella distanza che lo separa dall’osservatore. Un nonio posto sul cursore permette delle letture sulla prima scala con una precisione di 0,1′ e cioè di 15″. Una apposita tabella fornita con lo strumento riporta i valori della scala delle grandezze per ogni decimo di grado (che per ragioni di spazio non possono essere incisi direttamente sul tubo).
Conoscendo ad esempio l’altezza massima di una nave di una certa classe se ne ricava la distanza moltiplicando, dopo averne portato le immagini a coincidenza, detta altezza con il numero che si legge sulla scala tramite il nonio e dalla tabella.

Data: 3/4 XIX sec.

Autore: non è firmato ma probabilmente fu costruito da Jules Duboscq

Misure: Lunghezza: 436, diametro: 50 mm

dal martedì alla domenica
9.00-13.00 | ultimo ingresso 12.30 14.00-17.30 | ultimo ingresso 17.00

Lunedì chiuso.

Il Planetario è visitabile solo in occasione degli eventi e delle lezioni in programma, su prenotazione.

Museo.
Intero 8 Euro; ridotto 6 Euro.

Planetario.
Intero 10,00 Euro; ridotto 8,00 Euro.

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