Lampada Drummond

Descrizione: Questo tipo di lampada fu proposta negli anni venti del secolo scorso dall’ingegnere scozzese Thomas Drummond (1797-1840), che seppe sfruttare praticamente il fenomeno già osservato relativo all’incandescenza della calce. La “luce Drummond” fu spesso utilizzata negli apparecchi da proiezione per la notevole intensità della luce da essa prodotta.
In un piedestallo cilindrico, munito di base circolare, scorre, tramite pignone dentato e cremagliera, una colonnina alla quale è incernierato il cannello alimentato con una miscela di idrogeno e ossigeno (oppure di ossigeno e di gas illuminante). I gas arrivano ad esso tramite due rubinetti e si mescolano solo all’uscita dell’ugello, per evitare eventuali rischi di esplosione. L’inclinazione del cannello viene regolata tramite una vite con molla antagonista. Parallelamente ad esso si trova un’asta scorrevole con un piattino la cui altezza può essere regolata. Su di essa si infila un cilindretto di calce che viene a trovarsi in corrispondenza dell’ugello. Il forte calore della fiamma ossidrica rende incandescente la calce che irraggia così una vividissima luce bianca.

Data: 3/4 XIX sec.

Autore: firmato da Jules Duboscq

Misure: Diametro di base: 135, altezza: 385 mm

dal martedì alla domenica
9.00-13.00 | ultimo ingresso 12.30 14.00-17.30 | ultimo ingresso 17.00

Lunedì chiuso.

Il Planetario è visitabile solo in occasione degli eventi e delle lezioni in programma, su prenotazione.

Museo.
Intero 8 Euro; ridotto 6 Euro.

Planetario.
Intero 10,00 Euro; ridotto 8,00 Euro.

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