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Il Cielo del Mese

PUBBLICAZIONI 2023

Tauridi, Leonidi, Geminidi e Ursidi. Questi i principali sciami meteorici visibili tra novembre e dicembre. Il loro nome ci ricorda la costellazione dalla quale paiono provenire.
Si comincia con le Tauridi, (con il picco nella notte tra il 2 e 3 novembre), dopodichè sarà il turno delle Leonidi (17 e 18 novembre), per finire con le Geminidi (13 e 14 dicembre) e le Ursidi (22 e 23 dicembre).
In questi due mesi dell’anno, la nostra Terra, nel suo percorso attorno al Sole, si troverà ad attraversare i detriti lasciati dal passaggio di alcune comete e asteroidi. In particolare, le Tauridi derivano dai frammenti della cometa Encke, le Leonidi della Tempel-Tuttle, le Geminidi dell’asteroide Fetonte e le Ursidi (probabilmente) della cometa 8P/Tuttle. Queste piccolissime briciole di roccia (non più grandi di una noce), per via dell’attrito con l’atmosfera terrestre, si incendiano, regalandoci lo spettacolo delle stelle cadenti.
Le Leonidi e le Geminidi sono, sicuramente, i due sciami più importanti. Quest’anno, inoltre, la loro osservazione sarà facilitata per l’assenza di Luna che, come potrete leggere più avanti, sarà nuova il 13 novembre e il 13 dicembre.
Le nostre cartine del cielo sono calcolate alle 23:00 alla latitudine e longitudine di Firenze

“Settembre, la notte al dì contende”
Così recita un vecchio detto popolare. E così è: le ore di luce, in estate più numerose di quelle di buio, vanno via via diminuendo in favore delle ore notturne. Ce ne accorgiamo la sera, osservando come il Sole tramonti sempre prima e ce ne accorgiamo al mattino, aspettando un Sole che sorge sempre più tardi. Ad un certo punto, la durata della notte e del giorno raggiungerà la parità. Questo avverrà il 23 settembre alle 8:49, data dell’equinozio d’autunno, quel preciso momento in cui la Terra passa da un particolare punto della sua orbita intorno al Sole, chiamato punto Omega. Allora la nostra stella sarà allo zenit dell’equatore, quindi i suoi raggi risulteranno perpendicolari illuminando una metà esatta della Terra e lasciando l’altra metà al buio.
Le nostre cartine del cielo sono calcolate alle 23:00 alla latitudine e longitudine di Firenze

Chi di voi ha da un po’ superato i 30, potrebbe ricordare il passaggio in cielo della cometa di Halley. Era il 9 febbraio del 1986 quando la cometa raggiunse la minima distanza dal Sole (il perielio) e rimase debolmente visibile nel cielo del nostro emisfero, bassa sull’orizzonte, per un paio di mesi. Se all’epoca non l’avete vista, non disperate! La cometa di Halley tornerà a farci visita nel luglio del 2061. 1P/Halley, infatti, è una cometa periodica proveniente dalla fascia di Kuiper, quella zona del nostro sistema solare, assieme alla misteriosa Nube di Oort, da cui provengono queste grosse palle di neve che noi chiamiamo comete.
Anche se la sua periodicità è di 76 anni, ogni anno, agli inizi di maggio e ad ottobre, possiamo ammirare in cielo una
testimonianza dei suoi passaggi: lo sciame meteorico delle Aquaridi e delle Orionidi. La pioggia di meteore che colpisce il nostro pianeta e che dà luogo al fenomeno delle «stelle cadenti» è dovuta al passaggio della Terra, nel suo continuo moto attorno al Sole, attraverso la scia di frammenti e polveri lasciate dalla cometa. Il picco sarà tra il 5 e il 6 maggio e, osservando il cielo, sembreranno provenire dalla costellazione dell’Aquario da cui il nome «Aquaridi».

… giorno più, giorno meno… variabile come l’equinozio, la primavera porta in Fondazione Scienza e Tecnica tante grandi novità. Nel momento in cui queste righe vengono scritte, ancora non è certa la data, ma, finalmente, alcune stanze del primo piano del Museo verranno aperte al pubblico, offrendo ai visitatori pagine inedite della storia delle scienze naturali legate alla merceologia. Grazie al supporto della Fondazione CR Firenze, sarà possibile ammirare i modelli di anatomia e morfologia vegetale della manifattura Brendel nei loro arredi originari, ricostruendo un prato virtuale che, contro ogni legge della Botanica, dispiegherà corolle variopinte al di là delle stagioni, come nella “Primavera” di Botticelli. Sarà possibile tuffarsi in un mare ricco di invertebrati marini in vetro fragilissimo, realizzati da Leopold e Rudolph Blaschka nell’Ottocento.

Il mese di gennaio ci regala lo spettacolo della costellazione di Orione. Riconoscibile per quelle tre stelle che paiono messe in fila e che vanno a formare il famosissimo asterismo della cintura, Orione sorgerà già alle 17:00 circa ai primi del mese, ma si mostrerà in tutto il suo splendore verso le 23:00 quando culminerà a sud in un cielo oramai buio Orione, il mitico cacciatore che era solito andare a caccia con la dea Artemide, sempre seguito dal suo fedele cagnolino Sirio, il Cane Maggiore, fu ucciso per invidia da Apollo e posto tra le stelle da Zeus affinché tutti gli uomini potessero per sempre ammirarlo e ricordarlo Da allora, la costellazione di Orione domina incontrastata le sere invernali.

Il museo della Fondazione Scienza e Tecnica di Firenze è aperto dalle ore 9.00 alle ore 13.00, dal martedì al alla domenica.
La biblioteca è aperta dal lunedì al venerdì dalle ore 9.00 alle 13.00.

MUSEO
Adulti: € 8.00
Bambini: € 6.00

PLANETARIO
Adulti: € 8.00
Bambini: € 6.00
Planetario + Laboratorio / bambini: € 10.00
Solo su prenotazion

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