Goniometro di Babinet

Descrizione: Il goniometro descritto nel 1839 dal fisico francese Jacques Babinet (1794-1872) rappresenta un miglioramento di quello ideato da Étienne Malus (1775-1812) nel 1810 e viene utilizzato per misurare gli angoli fra le facce di un cristallo e per determinare l’indice di rifrazione di corpi prismatici trasparenti.
Un treppiede munito di viti calanti sostiene una colonnina d’ottone sulla quale, tramite una ganascia, è fissato un cerchio graduato. La scala in argento va da 0° a 360° e reca divisioni ogni 30′. Al centro del cerchio si trova uno specchietto circolare piano sul quale si fissa il corpo da esaminare con del mastice o della cera. Lo specchietto permette di controllare la perfetta verticalità del cristallo (o del prisma) in esame. Infatti uno spigolo posto verticalmente e la sua immagine riflessa devono coincidere con la stessa retta. Lo specchietto è solidale con un alidada recante un nonio argentato che permette le letture della scala con una precisione al 1′. L’alidada è pure munita di una ganascia con vite micrometrica. Bloccando detta ganascia al cerchio è possibile, agendo sulla vite, effettuare gli spostamenti fini.
L’apparecchio reca un collimatore ed un cannocchiale. Il primo è fissato al cerchio tramite un’apposito braccio ed è formato da un tubo recante una fenditura la cui larghezza è regolabile a vite e da una lente convergente. Il cannocchiale è montato su di una seconda alidada munita di nonio e di vite micrometrica identica a quella sopra descritta. Esso possiede un’oculare di Ramsden e un reticolo formato da una coppia di fili incrociati.
Per trovare l’angolo formato dalle facce di un cristallo è sufficente orientarlo in modo che l’immagine della fenditura venga riflessa da una delle sue facce sul reticolo del cannocchiale. Si ruota poi il cristallo sino a che detta immagine venga riflessa da una seconda faccia. Leggendo gli angoli sul goniometro si determinano facilmente quelli del cristallo. E’ inoltre possibile determinare l’angolo di deviazione subito da un raggio deviato da un prisma e calcolarne il relativo indice di rifrazione.
Allo strumento è unito un prisma equilatero di vetro (scheggiato).

Data: 3/4 XIX sec.

Autore: firmato da Jules Duboscq

Misure: Altezza 280, diametro cerchio: 155; prisma: lato 35, altezza 21 mm

dal martedì alla domenica
9.00-13.00 | ultimo ingresso 12.30 14.00-17.30 | ultimo ingresso 17.00

Lunedì chiuso.

Il Planetario è visitabile solo in occasione degli eventi e delle lezioni in programma, su prenotazione.

Museo.
Intero 8 Euro; ridotto 6 Euro.

Planetario.
Intero 10,00 Euro; ridotto 8,00 Euro.

Search