Biquarzo a due rotazioni
Descrizione: Due parallelepipedi di quarzo dello stesso spessore, giustapposti, sono incastonati in un anello di sughero. I quarzi sono tagliate perpendicolarmente all’asse cristallografico e i cristalli sono orientati in modo da essere uno sinistrorso e l’altro destrorso. Il piano di polarizzazione di un fascio di luce monocromatica che cade sul biquarzo viene ruotato dello stesso angolo in senso orario dal quarzo destrorso e antiorario da quello sinistrorso. I quarzi, dello spessore di 7,5 mm, ruotano di 180° l’onda corrispondente alla luce gialla. Ponendo il biquarzo fra un polarizzatore ed un analizzatore incrociati si elimina dunque dal fascio luminoso la componente gialla e esso appare omogeneamente colorato con la tinta sensibile violetta (detta “fiore di lino”). Una piccolissima rotazione dell’analizzatore o del polarizzatore produce una colorazione rosso carminio e rispettivamente blu-verde nelle due metà del biquarzo. (Una rotazione in senso opposto inverte le tinte).
Questa disposizione, ideata dal costruttore Jean Baptiste François Soleil (1798-1878), fu adottata in numerosi apparecchi di polarizzazione per determinare con precisione la devazione del piano di polarizzazione di un fascio di luce.
Data: 3/4 XIX sec.
Autore: non è firmato ma probabilmente proviene da Jules Duboscq
Misure: Diametro: 28 mm
