Cronofotografo di Demeny
Descrizione: E’ un apparecchio cinematografico reversibile ideato dal fisiologo e inventore George Demeny (1850-1917) . Esso viene utilizzato sia per impressionare che per proiettare delle pellicole da 35 mm e fu brevettato in Francia con il N° 262017 il 9 dicembre 1896.
Una scatola di legno, con due lati apribili contiene i meccanismi dell’ apparecchio. Questi vengono azionati tramite una manovella che, grazie ad un sistema di assi e ingranaggi, comunica il movimento a due rulli dentati (sui quali premono altri rulli) per il trascinamento della pellicola. L’otturatore è composto da un settore circolare di alluminio che, azionato anch’esso dalla manovella, ruota davanti alla pellicola. Quando l’otturatore si interpone fra l’obbiettivo e la pellicola questa viene traslata di un fotogramma mentre la lascia scoperta quando essa è statica.
La pellicola è avvolta su di una bobina di alluminio contenuta in una scatola di legno che si fissa fra due guide sulla parte superiore dell’apparecchio. Essa entra nell’apparecchio ingranando su di un rullo dentato e scorre trattenuta da un’apposito sportello. Viene poi trascinata periodicamente da un secondo rullo fissato ad una leva a movimento alternativo che viene azionata da un eccentrico. Infine ingrana su di un terzo rullo rotante e viene riavvolta su di una seconda bobina contenuta in una scatola inserita fra apposite guide sulla parte anteriore dell’apparecchio. Quesa bobina ruota grazie ad un asse e ad una cinghia metallica passante per una puleggia montata sulla manovella. L’obbiettivo per le riprese è fissato su di una tavoletta di legno che si inserisce fra le guide di una tavola fissata alla parte anteriore dell’ apparecchio. Quest’ultima può essere asportata lasciando vedere così l’otturatore rotante. L’obbiettivo è munito di un diaframma a iride che può essere regolato tramite una levetta. Esso è composto da una coppia di lenti menisco-convergenti con le facce concave adiacenti che formano un sistema simmetrico. A proposito di questo sistema detto “periscopico” si veda anche n° inv. 292.
L’apparecchio può essere trasformato in proiettore aprendo il retro della scatola e inviando un fascio di luce sulla pellicola; in questo caso si sostituisce lo sportello ricoperto di velluto che trattiene la pellicola durante d’impressione con un telaio da inserirsi su appositi cardini che non maschera la sorgente luminosa.
L’obbiettivo da proiezione, munito di pignone e cremagliera per la messa a fuoco è fissato su di una tavoletta di legno che si inserisce sull’apparecchio. E’ formato da un doppietto acromatico, da una menisco concava e da una piano-convessa ed è noto come obbiettivo Petzval. L’apparecchio è munito anche di un secondo otturatore intercambiabile.
Data: 1900 circa
Autore: firmato dalla Clément & Gilmer
Misure: Larghezza 320, profondità 265, altezza 575 mm
