APOLLO 11

Tra il 1969 e il 1972, la NASA ha lanciato ben sette missioni Apollo con l’obiettivo di portare l’uomo sulla Luna e di condurre esperimenti scientifici sulla sua superficie. Queste missioni rappresentano uno dei più grandi successi dell’esplorazione spaziale e ci hanno permesso di acquisire una conoscenza fondamentale sulla Luna. Ma cosa siamo andati a fare e perché ci siamo fermati?

La prima missione, Apollo 11, nel luglio 1969, aveva un obiettivo chiaro: il primo allunaggio con equipaggio. Neil Armstrong e Buzz Aldrin furono i primi esseri umani a camminare sulla Luna. Oltre a questo, raccolsero 21 kg di campioni lunari da studiare sulla Terra. Poco dopo fu il turno di Apollo 12, novembre 1969. Gli astronauti allunarono a pochi metri dalla sonda Surveyor 3, atterrata due anni prima, per studiare gli effetti della lunga esposizione allo spazio.

Apollo 13, aprile 1970, doveva atterrare nella regione Fra Mauro, ma un’esplosione a bordo costrinse l’equipaggio a rinunciare all’allunaggio. La missione divenne una vera e propria epopea di sopravvivenza spaziale, ma con lieto fine. L’equipaggio fu riportato in sicurezza sulla Terra. La missione Apollo 14, febbraio 1971, completò l’obiettivo di Apollo 13, atterrando con successo nella regione Fra Mauro. Gli astronauti Shepard e Mitchell eseguirono due EVA (Attività Extraveicolare), cioè uscite all’esterno del modulo lunare per esplorare la superficie della Luna, raccogliendo oltre 42 kg di campioni. Durante una di queste attività, Shepard giocò persino a golf sulla Luna.

Apollo 15, luglio 1971, fu la prima missione con capacità di esplorazione estesa grazie all’introduzione del Lunar Roving Vehicle (LRV), un veicolo che permise agli astronauti di percorrere distanze maggiori e raccogliere campioni da aree diverse. Tra i campioni raccolti, la “Genesis Rock”, una roccia lunare vecchia di circa 4 miliardi di anni, ha fornito importanti indizi sulla formazione della Luna. Apollo 16, aprile 1972, si concentrò sulle Highlands lunari, conducendo esperimenti scientifici avanzati e raccogliendo quasi 100 kg di campioni.

Infine, Apollo 17, nel dicembre 1972, fu l’ultima missione Apollo e la più lunga. Eugene Cernan e Harrison Schmitt, l’unico scienziato-geologo a camminare sulla Luna, esplorarono la valle Taurus-Littrow e raccolsero circa 110 kg di campioni. Questa missione segnò la conclusione del programma Apollo.

Ma perché abbiamo smesso di tornare sulla Luna? Le missioni Apollo furono interrotte principalmente per ragioni economiche. Il budget della NASA venne ridotto, e l’interesse pubblico cominciò a calare dopo i primi successi. Nonostante i successi scientifici e tecnologici, ogni missione costava miliardi di dollari, e, una volta dimostrata la capacità di allunare, le priorità cambiarono. L’attenzione si spostò su altri progetti spaziali, come la Stazione Spaziale Internazionale. Le missioni Apollo hanno lasciato un’eredità duratura. Hanno portato sulla Terra quasi 400 kg di campioni lunari e hanno installato strumenti scientifici che hanno continuato a raccogliere dati per anni.

A cura di Simone Caporali.

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