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STORIA

 

L'Istituto Tecnico Toscano
ORIGINI

Il 16 ottobre 1809 un decreto del Prefetto del Dipartimento dell'Arno istituì il Conservatorio di Arti e Mestieri quale parte dell'Accademia di Belle Arti. Nel 1813 il nuovo regolamento dell'Accademia distingue tre specifiche classi: la prima delle Arti del Disegno, la seconda di Arte Musicale e Drammatica, infine la terza di Arti e Manifatture.
Il 14 gennaio 1850 Leopoldo II con due decreti stabilì che le Scuole Tecniche delle Arti e Manifatture fossero separate dall'Accademia e che il professore Filippo Corridi fosse nominato direttore delle medesime.
La nuova scuola si ispirava all'antica vocazione pratico-sperimentale della scienza toscana (Leonardo, Galileo, l'Accademia del Cimento) con il compito di dare una solida preparazione tecnico-scientifica alle nuove figure professionali indispensabili al costante sviluppo dell'agricoltura, dell'artigianato e della nascente industria.

LA NUOVA SCUOLA

Nel corso degli anni 50 l'Istituto divenne importante centro di confronto e di scambio con la cultura scientifica e industriale europea, grazie soprattutto all'illuminata e indefessa opera del professor Corridi che su diretto incarico del Granduca organizzò le grandi esposizioni dei prodotti naturali e industriali destinate a rappresentare la Toscana alle Esposizioni universali di Londra (1851) e di Parigi (1855).
In tali occasioni le collezioni dell'Istituto furono arricchite con macchine, modelli di macchine, materiale scientifico e didattico, pubblicazioni provenienti da vari paesi europei in particolare Francia, Inghilterra, Germania, Austria. Le donazioni di illustri famiglie fiorentine (Bardi, Guicciardini, Ginori, Ricasoli, Ridolfi), di fabbricanti, di scienziati e dello stesso Granduca, insieme ai primi significativi acquisti e scambi tra istituti italiani e stranieri di strumenti, raccolte naturalistiche, di prodotti manifatturieri e pubblicazioni provenienti da ogni paese, costituirono le basi delle dotazioni scientifiche dell'Istituto.

L'ISTITUTO
TECNICO

Fu proprio in quel periodo che un nuovo decreto, emanato nel 1853, ordinò l'insegnamento delle nuove Scuole Tecniche e vennero istituite 6 cattedre: Geometria descrittiva e disegno, Fisica tecnologica, Meccanica sperimentale, Chimica applicata, Storia naturale, Metallurgia. Per la prima volta le Scuole Tecniche con le nuove dotazioni vennero denominate, nel complesso delle loro funzioni, "Istituto Tecnico Toscano".
Nel febbraio 1857, alla presenza di Leopoldo II, con una prolusione di Corridi ed una lezione di Gilberto Govi, insegnante di fisica, iniziano le lezioni e l'Istituto viene definitivamente ordinato in:
- Scuole tecniche, con le due sezioni: Fisico-chimica e Fisico-meccanica
- Laboratori di Fisica, Chimica e Meccanica
- Accademia di Arti e Manifatture
- Museo Tecnologico
- Officina di meccanica e di falegname
- Biblioteca
L’Istituto trovò sede nell’antico convento delle Cavalieresse di Malta in Via Sangallo

FILIPPO CORRIDI

La figura di Corridi (1806-1877, matematico), che rimarrà direttore fino al 1859, fu di importanza determinante: a lui si deve, oltre alla fondazione dell'Istituto, l'avvio di quella fondamentale operazione di acquisto, recupero e scambio di materiale che costituisce la base dell'attuale collezione di materiale scientifico e biblioteconomico. Al momento in cui il Corridi lascio l'Istituto, il Museo Tecnologico vantava più di 16000 esemplari di prodotti organici ed inorganici, greggi e lavorati, di macchine e di strumenti, i Laboratori di chimica e fisica erano dotati di numerosi e moderni apparecchi, l'Officina di meccanica lavorava a pieno ritmo, con macchinari importati dalla Francia, dall'Inghilterra, dal Baden e dall'Olanda. Il fondo della Biblioteca ammontava a più di 2000 opere.

IL POLITECNICO
DI FIRENZE

Anche dopo la fine del Granducato di Toscana l'Istituto, grazie al costante interesse della Provincia e del Comune di Firenze, mantenne a lungo la propria autonomia e il proprio ruolo prioritario nel campo dell'istruzione scientifica e tecnica.
Dal 1 gennaio 1870 e fino al 1888 l'Istituto è posto alla totale dipendenza della Provincia, che lo richiede espressamente al governo nazionale, per farne una moderna scuola politecnica alla base del complessivo riordinamento dell'intera istruzione fiorentina e quindi provvede a rilevanti e sistematici acquisti di strumenti, di collezioni naturalistiche, di prodotti dell'industria e di libri fino a costituire un patrimonio unico in Italia.

Il successo di questa scuola politecnica rigorosa ed efficiente, intitolata dal 1883 a Galileo Galilei, si dovette all'alta qualità dell'insegnamento. Nelle sue aule si avvicendarono maestri prestigiosi che rispondevano ai nomi di Adolfo e Antonio Targioni Tozzetti, Gilberto Govi, Damiano Casanti, Niccola Collignon, Emilio Bechi, Dino Carina, Ignazio Porro, Silvestro Gherardi, Giuseppe Erede, Guido Falorsi, Emilio Villari, Antonio Roiti, Vito Volterra, Giacomo Bellacchi, Giulio Bellotti, Pietro Marchi, Decio Bocci, Giacomo Trabucco, Adolfo Bartoli, Diego Garoglio, Giovanni Sansone, Lino Vaccari, Enrico D'Inca Levis, Luigi Fallacara.
Grazie al successo del suo insegnamento, gli allievi presto divennero sempre più numerosi. Fu allora che il Comune di Firenze costruì una nuova sede per l’Istituto in Via del Mandorlo, oggi Via Giusti, dove ancora risiede.

Numerose furono, nel corso degli anni, le scuole annesse all'Istituto: fin dal 1857, la sezione Geometri-agrimensori; nel 1859 le Scuole elementari di disegno; nel 1863 la sezione di Commercio e amministrazione, la Scuola delle miniere e il Podere agrario delle Cascine dell'isola; nel 1910 la sezione Fisico-artistica.

L'ISTITUTO
TECNICO
COMMERCIALE
PER GEOMETRI

Nel 1923, in seguito alla riforma Gentile, parte del patrimonio, con la vecchia sezione Fisico-meccanica, andò a costituire il nuovo Liceo Scientifico di Firenze. All'Istituto vengono annessi i corsi inferiori e di fatto viene ad assumere i caratteri di un istituto tecnico commerciale e per geometri, denominazione che assumerà ufficialmente nel 1933.
Presenza incisiva nella vita della città per oltre un secolo, testimoniata anche, e soprattutto, dalle generazioni di allievi che hanno svolto un'attività rilevante nelle professioni e nella vita civile, incidendo positivamente nel tessuto economico e sociale della città, l'Istituto - universalmente noto come "Galilei" - ha progressivamente modificato le proprie funzioni e la propria attività: i laboratori, i gabinetti scientifici, la biblioteca hanno abbandonato il ruolo originario di fondamentale strumento della didattica per acquistare un nuovo e prestigioso valore storico e documentario.

 




L'Istituto Tecnico Toscano
Museo Tecnologico
Biblioteca
Accademia Toscana A. M.
Officina di Meccanica
Gabinetto di Fisica
Gabinetto di Storia Naturale
Photogallery Circolo ripetitore di Giovan Battista Amici
Photogallery Diploma all’Istituto Tecnico Toscano per la sua collezione tecnologica alla prima esposizione internazionale del 1851 a Londra
Photogallery Primo annuario dell’Istituto Tecnico Toscano pubblicato in occasione della solenne apertura delle lezioni nel febbraio del 1857
Photogallery Filippo Corridi, professore di matematica all’Università di Pisa, fondatore e primo direttore dell’Istituto Tecnico Toscano (1853)
Photogallery Nuova sede dell’Istituto Tecnico in via del Mandorlo, oggi via Giusti. L’edificio fu costruito nel 1891
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