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LA
NUOVA SCUOLA |
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Nel
corso degli anni 50 l'Istituto divenne importante centro di confronto
e di scambio con la cultura scientifica e industriale europea,
grazie soprattutto all'illuminata e indefessa opera del professor
Corridi che su diretto incarico del Granduca organizzò le
grandi esposizioni dei prodotti naturali e industriali destinate
a rappresentare la Toscana alle Esposizioni universali di Londra
(1851) e di Parigi (1855).
In tali occasioni le collezioni dell'Istituto furono arricchite con
macchine, modelli di macchine, materiale scientifico e didattico,
pubblicazioni provenienti da vari paesi europei in particolare Francia,
Inghilterra, Germania, Austria. Le donazioni di illustri famiglie
fiorentine (Bardi, Guicciardini, Ginori, Ricasoli, Ridolfi), di fabbricanti,
di scienziati e dello stesso Granduca, insieme ai primi significativi
acquisti e scambi tra istituti italiani e stranieri di strumenti,
raccolte naturalistiche, di prodotti manifatturieri e pubblicazioni
provenienti da ogni paese, costituirono le basi delle dotazioni scientifiche
dell'Istituto.
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L'ISTITUTO
TECNICO |
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Fu
proprio in quel periodo che un nuovo decreto, emanato nel 1853,
ordinò l'insegnamento delle nuove Scuole Tecniche e vennero
istituite 6 cattedre: Geometria descrittiva e disegno, Fisica
tecnologica, Meccanica sperimentale, Chimica applicata, Storia
naturale, Metallurgia. Per la prima volta le Scuole Tecniche
con le nuove dotazioni vennero denominate, nel complesso delle
loro funzioni, "Istituto Tecnico Toscano".
Nel febbraio 1857, alla presenza di Leopoldo II, con una prolusione
di Corridi ed una lezione di Gilberto Govi, insegnante di fisica,
iniziano le lezioni e l'Istituto viene definitivamente ordinato in:
- Scuole tecniche, con le due sezioni: Fisico-chimica e Fisico-meccanica
- Laboratori di Fisica, Chimica e Meccanica
- Accademia di Arti e Manifatture
- Museo Tecnologico
- Officina di meccanica e di falegname
- Biblioteca
L’Istituto trovò sede nell’antico convento delle Cavalieresse
di Malta in Via Sangallo
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FILIPPO
CORRIDI |
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La
figura di Corridi (1806-1877, matematico), che rimarrà direttore
fino al 1859, fu di importanza determinante: a lui si deve, oltre
alla fondazione dell'Istituto, l'avvio di quella fondamentale
operazione di acquisto, recupero e scambio di materiale che costituisce
la base dell'attuale collezione di materiale scientifico e biblioteconomico.
Al momento in cui il Corridi lascio l'Istituto, il Museo Tecnologico
vantava più di 16000 esemplari di prodotti organici ed
inorganici, greggi e lavorati, di macchine e di strumenti, i
Laboratori di chimica e fisica erano dotati di numerosi e moderni
apparecchi, l'Officina di meccanica lavorava a pieno ritmo, con
macchinari importati dalla Francia, dall'Inghilterra, dal Baden
e dall'Olanda. Il fondo della Biblioteca ammontava a più di
2000 opere.
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IL
POLITECNICO
DI FIRENZE |
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Anche
dopo la fine del Granducato di Toscana l'Istituto, grazie al
costante interesse
della Provincia e del Comune di Firenze, mantenne a lungo la propria
autonomia e il proprio ruolo prioritario nel campo dell'istruzione
scientifica e tecnica.
Dal 1 gennaio 1870 e fino al 1888 l'Istituto è posto alla
totale dipendenza della Provincia, che lo richiede espressamente
al governo nazionale, per farne una moderna scuola politecnica alla
base del complessivo riordinamento dell'intera istruzione fiorentina
e quindi provvede a rilevanti e sistematici acquisti di strumenti,
di collezioni naturalistiche, di prodotti dell'industria e di libri
fino a costituire un patrimonio unico in Italia.
Il successo di questa scuola politecnica rigorosa ed efficiente, intitolata
dal 1883 a Galileo Galilei, si dovette all'alta qualità dell'insegnamento.
Nelle sue aule si avvicendarono maestri prestigiosi che rispondevano
ai nomi di Adolfo e Antonio Targioni Tozzetti, Gilberto Govi, Damiano
Casanti, Niccola Collignon, Emilio Bechi, Dino Carina, Ignazio Porro,
Silvestro Gherardi, Giuseppe Erede, Guido Falorsi, Emilio Villari,
Antonio Roiti, Vito Volterra, Giacomo Bellacchi, Giulio Bellotti, Pietro
Marchi, Decio Bocci, Giacomo Trabucco, Adolfo Bartoli, Diego Garoglio,
Giovanni Sansone, Lino Vaccari, Enrico D'Inca Levis, Luigi Fallacara.
Grazie al successo del suo insegnamento, gli allievi presto divennero
sempre più numerosi. Fu allora che il Comune di Firenze costruì una
nuova sede per l’Istituto in Via del Mandorlo, oggi Via Giusti,
dove ancora risiede.
Numerose furono, nel corso degli anni, le scuole annesse all'Istituto:
fin dal 1857, la sezione Geometri-agrimensori; nel 1859 le Scuole
elementari di disegno; nel 1863 la sezione di Commercio e amministrazione,
la Scuola delle miniere e il Podere agrario delle Cascine dell'isola;
nel 1910 la sezione Fisico-artistica.
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L'ISTITUTO
TECNICO
COMMERCIALE
PER GEOMETRI |
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Nel
1923, in seguito alla riforma Gentile, parte del patrimonio,
con la vecchia sezione Fisico-meccanica, andò a costituire
il nuovo Liceo Scientifico di Firenze. All'Istituto vengono annessi
i corsi inferiori e di fatto viene ad assumere i caratteri di
un istituto tecnico commerciale e per geometri, denominazione
che assumerà ufficialmente nel 1933.
Presenza incisiva nella vita della città per oltre un secolo,
testimoniata anche, e soprattutto, dalle generazioni di allievi che
hanno svolto un'attività rilevante nelle professioni e nella
vita civile, incidendo positivamente nel tessuto economico e sociale
della città, l'Istituto - universalmente noto come "Galilei" -
ha progressivamente modificato le proprie funzioni e la propria attività:
i laboratori, i gabinetti scientifici, la biblioteca hanno abbandonato
il ruolo originario di fondamentale strumento della didattica per
acquistare un nuovo e prestigioso valore storico e documentario.
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Circolo
ripetitore di Giovan Battista Amici |
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Diploma all’Istituto
Tecnico Toscano per la sua collezione tecnologica alla prima esposizione
internazionale del 1851 a Londra |
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Primo
annuario dell’Istituto Tecnico Toscano pubblicato in occasione
della solenne apertura delle lezioni nel febbraio del 1857 |
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Filippo Corridi,
professore di matematica all’Università di Pisa, fondatore
e primo direttore dell’Istituto Tecnico Toscano (1853) |
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Nuova sede dell’Istituto
Tecnico in via del Mandorlo, oggi via Giusti. L’edificio fu costruito
nel 1891 |
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