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Il
Gabinetto di Fisica fu creato da Filippo Corridi, primo direttore
dell’Istituto Tecnico Toscano, che lo dotò di una consistente
collezione di strumenti come necessario supporto ai programmi d’insegnamento
assai ambiziosi: “promuovere lo studio delle scienze d’applicazione,
e il progresso delle utili industrie delle arti e delle lavorazioni”.
Il
Gabinetto di Fisica per la sua varietà e completezza è una
raccolta unica nel suo genere ed è la testimonianza più viva
e significativa delle Collezioni dell’Istituto Tecnico Toscano.
Fin dalla sua costituzione (1853) il Gabinetto viene fornito “di
quanto può più specialmente abbisognare per le dimostrazioni
della scuola, e per le esperienze più delicate; e come tra
tanti utili strumenti siano degni di particolare menzione: il catetometro
di Perreaux, un eudiometro di Regnault, la macchina di Natterer per
la liquefazione dei gas, il gran banco di Duboscq per la proiezione
dei fenomeni luminosi, la macchina d’induzione di Ruchmkorff,
il fotometro di Babinet, la macchina di Wheatstone, l’apparecchio
per la proiezione dei disegni fantascopici di Duboscq, il microscopio
dell’Amici”.
Non mancano strumentazioni per la produzione di energia necessaria
per gli esperimenti “una grande pila di novanta elementi alla
Bunsen, quaranta di questi elementi sono di costruzione del chimico
Carraresi di Firenze e cinquanta del fabbricante Deleuil di Parigi”.
Fin
dall’inizio dell’insegnamento nel 1857 grazie a
Gilberto Govi, primo insegnante della Fisica Tecnologica, e soprattutto
al successo delle sue lezioni serali, il Gabinetto viene continuamente
arricchito di nuovi strumenti necessari allo studio della fisica
sperimentale, costruiti nell’Officina dell’Istituto o
acquistati dai migliori costruttori francesi, tedeschi e inglesi
che all’epoca erano in grado di produrre i migliori strumenti
scientifici sul mercato.
In seguito sotto l’impulso
dei valenti insegnanti che si successero (Emilio Villari, Antonio
Roiti, Adolfo Bartoli, Eugenio Bazzi) ,
tutti o quasi associati ai Lincei, il Gabinetto crebbe di consistenza.
Ma è grazie all’opera
di Antonio Roiti che il Gabinetto di Fisica divenne il luogo di
eccellenza per la didattica e la sperimentazione
della fisica a Firenze, ruolo che mantenne fino ai primi decenni
del secolo scorso.
Negli anni della sua permanenza all’Istituto che vanno dal
1871 al 1878 ordinò nuovamente le collezioni strumentarie
esistenti secondo il metodo della fisica classica, dette nuovo impulso
all’insegnamento della fisica sperimentale favorendo così nuovi
importanti acquisti soprattutto per l’elettricità e
l’ottica. Quando lascia l’insegnamento all’Istituto
per l’Università di Palermo la consistenza del Gabinetto è la
seguente:
| - Mobili, sostegni, tavole murali |
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33 |
| - Utensili |
33 |
| - Oggetti di vetro e prodotti chimici |
23 |
| - Istrumenti di misura |
39 |
| - Meccanica dei solidi |
59 |
| - Meccanica dei fluidi |
72 |
| - Azioni molecolari |
14 |
| - Acustica |
78 |
| - Ottica |
134 |
| - Calore |
75 |
| - Magnetismo |
10 |
| - Elettricità |
191 |
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| Totale |
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738 |
Poco tempo dopo, nel 1880, al suo rientro a Firenze alla cattedra
di fisica dell’Università tiene le sue lezioni, per molti anni ancora, nel
Gabinetto di Fisica dell’Istituto Tecnico contribuendo con i suoi successori
Adolfo Bartoli ed Eugenio Bazzi al suo ulteriore sviluppo fino a comprendere
più di 3000 strumenti, macchine, modelli e modelli di macchine.
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