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Storia del Gabinetto di Storia Naturale

La Storia del

Gabinetto di Storia Naturale

Le collezioni di Storia Naturale, originariamente collocate all’interno del Museo Tecnologico  furono allestite con lo scopo di permettere la conoscenza dei prodotti naturali, privilegiando l’associazione del loro uso e delle loro trasformazioni con i prodotti manifatturieri e le macchine necessarie alle lavorazioni.

Le collezioni si formarono anche attraverso l’opera pluriennale degli insegnanti e grazie agli acquisti e alle donazioni di nuclei di reperti in parte già esistenti presso privati e in parte radunati appositamente dall’Istituto per illustrare particolari aspetti del territorio e le loro applicazioni.
In quest’ottica, ad esempio, si svilupparono prevalentemente le collezioni mineralogiche e litologiche, per la grande importanza economica delle materie prime estratte dalle miniere e dai giacimenti toscani. Anche in campo botanico, agli erbari di interesse locale documentanti la flora del territorio, si affiancarono raccolte più strettamente rivolte alla didattica, come quelle monotematiche relative alle piante di particolare interesse agronomico o farmaceutico.

L’ampliamento del patrimonio avvenne anche grazie ai numerosi contatti in ambito scientifico e culturale che l’Istituto creò e mantenne sul territorio limitrofo e non. È grazie a essi che vennero acquisiti, ad esempio, i numerosi pesci dalla Stazione Zoologica Anton Dohrn di Napoli, oppure i preziosi preparati in cera di anatomia umana e comparata realizzati dall’Officina Ceroplastica impiantata presso l’I. e R. Museo di Fisica e Storia Naturale di Firenze (oggi sede della Sezione di Zoologia del Museo di Storia Naturale dell’Università). Altro fattore determinante è rappresentato dai contatti che l’Istituto riuscì a intessere con i principali rifornitori di materiale scientifico italiani (tra cui: Dall’Eco, Martignoni & Mela, Zambelli & Omodei) ed europei (tra cui: Maison Deyrolle di Parigi, Lenoir & Forster di Vienna, Möller-Wedel di Hostein, Václav Frič di Praga).

La partecipazione alle Esposizioni internazionali e locali, infine, costituì anche l’occasione per acquisire, dagli espositori, le migliori produzioni allora esistenti sul mercato, permettendo all’Istituto di competere con le più importanti istituzioni scientifiche dell’epoca in fatto di didattica e di innovazione tecnologica.

L’elevato grado di qualità raggiunto fu ottenuto anche grazie all’importanza che fu data alla componente di modellistica didattica che, fin dagli esordi, compare nelle dotazioni dell’Istituto e che viene acquisita dai migliori rifornitori e produttori europei.

L’aumento continuo di complessità, varietà e valenza delle collezioni fece sì che, nel 1879, il Gabinetto di Storia Naturale acquisisse una propria identità e che, a seguito dello smembramento del Museo Tecnologico, finisse per inglobare al suo interno i saggi delle lavorazioni manifatturiere e industriali, che furono collocati tutti insiemi in un’ampia sala dedicata e denominata “Sala delle Industrie”.

Nel 1870 venne affidato al prof. Pietro Marchi, medico naturalista, insegnante di Storia Naturale e più tardi direttore dell’Istituto, l’incarico di classificare tutto il materiale scientifico afferente alla Storia naturale, con lo scopo di renderlo disponibile al nuovo corso di studi. Fu questo un lungo lavoro che si concluse solo dopo 15 anni.