Info e Prenotazioni: +39 055 2343723oppure scrivi a iscrizioni@fstfirenze.it

Macchina del ghiaccio di Carrè

Macchina del ghiaccio di Carrè

Fino a metà Ottocento, i metodi di refrigerazione e di congelamento erano rudimentali e il ghiaccio veniva ricavato direttamente dal ghiaccio che si formava in natura e conservato nelle cosiddette ghiacciaie (magazzini ricavati sotto terra e ricoperti di materiale refrattario, in cui veniva stipata e conservata la neve fino alla stagione fredda successiva).

Pionieri nella produzione di ghiaccio artificiale furono i fratelli francesi Edmond e Ferdinand Carré, che idearono alcuni “apparecchi ad assorbimento” o “apparecchi frigoriferi”, in grado di congelare l’acqua, sfruttando l’abbassamento della temperatura provocato dal passaggio di stato, da liquido a gassoso.

Nella macchina di Edmond Carré, la rapida evaporazione dell’acqua prodotta grazie a una pompa pneumatica, produceva l’abbassamento della temperatura del liquido fino a un suo congelamento. Il vapore acqueo prodotto veniva assorbito da acido solforico concentrato.

Questa macchina fu molto utilizzata per raffreddare o congelare l’acqua nelle caraffe e fu assai diffusa in Francia nei ristorianti e nei caffè del Secondo Impero.

La macchina di Carrè presentata in foto è costituita da un telaio di metallo in cui è inserita una pompa aspirante munita di manometro, alla quale si collega una caraffa. Un recipiente cilindrico conteneva l’acido solforico necessario ad assorbire il vapore d’acqua. Era sufficiente azionare la pompa per pochi minuti, per congelare l’acqua contenuta nella caraffa.

Didascalia immagine
Macchina di Carrè
anni Settanta del XIX secolo
costruzione francese
misure (in mm): h 120, l 100, prof. 55
inv. n. 845 Museo Fondazione Scienza e Tecnica