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Il Saccarimetro

Il Saccarimetro

Nell’Ottocento, i problemi relativi all’igiene, alle sofisticazioni alimentari e ai bisogni della merceologia resero necessario eseguire controlli sistematici e scientifici su numerosissime merci e prodotti. Grazie alle nuove scoperte della fisica, fu possibile realizzare strumenti in grado di eseguire controlli sistematici.

Il caso dell’ottica è particolarmente importante. Si scoprì, in effetti, come un fascio di luce polarizzata che attraversa una soluzione zuccherina viene fatto ruotare di un angolo proporzionale alla concentrazione della soluzione. Inoltre vari tipo di zucchero provocavano una rotazione in senso orario o antiorario. Grazie alla scoperta di questi fenomeni, venne ideato il saccarimetro, uno strumento nato negli anni ’40 del XIX secolo e poi modificato nei decenni successivi.

L’apparecchio ebbe, ad esempio, una grande diffusione nell’industria degli zuccheri, intorno alla quale gravitavano grossi interessi economici (tasse e imposte). I saccarimetri consentivano, con misure puramente ottiche, rapidi e affidabili esami, fornendo tipo e concentrazione delle soluzioni zuccherine senza ricorrere a lunghe e complesse analisi chimiche.

Lo strumento visualizzato nell’immagine fu ideato dal costruttore J. B. F. Soleil e costruito da suo genero Jules Duboscq intorno al 1850.

Didascalia immagine
Saccarimetro
metà XIX secolo
costruito da Jules Duboscq, Parigi
misure (in mm): h 410, l 484, l tubi 227, 211, 234
inv. n. 164 Museo Fondazione Scienza e Tecnica