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Cacao, cioccolata e…Planetario

In occasione della Mostra Cacao, organizzata dall’Accademia dei Georgofili
dal 12 novembre al 18 dicembre 2018 (www.georgofili.it/contenuti/cacao), in cui vengono esposti alcuni reperti delle collezioni naturalistiche del Museo della Fondazione Scienze e Tecnica, sul sito della Fondazione è disponibile il nuovo video Cacao: cibo degli Dei.

Mostra “Cacao”  |  12 novembre – 18 dicembre 2018  |  Accademia dei Georgofili

Cacao
fiore-del-cacao

La Mostra “Cacao”

 

Con la parola Cacao normalmente intendiamo due cose: la pianta e il prodotto alimentare.

Su quest’ultimo per lo più si concentra l’attenzione, con il rischio di trascurare la visione globale ed il valore che il cacao, nel suo insieme, rappresenta. Questa breve rassegna vuole accomunare tutti gli aspetti, presentando il Cacao proprio nella sua doppia veste botanica e di prodotto, sia per uso alimentare e non, i suoi derivati e succedanei.

La mostra presenta un percorso per approfondire, in linea con lo spirito dell’Accademia, cosa c’è dietro il Cacao e il cioccolato: un mondo che spesso è poco conosciuto dal grande pubblico.

Accademia dei Georgofili
Logge Uffizi Corti, 50122 Firenze

www.georgofili.it/cacao

Storia del Cacao

Caffè, tè, cioccolata: queste le nuove bevande, che vennero introdotte, a partire dal XVII secolo, in Europa: inizialmente destinate a un pubblico elitario e fatalmente proposte come moda esclusiva, si trasformarono poi in costumi popolari.
Queste nuove sostanze, infatti, si sostituirono agli alcolici della tradizione non solo per il loro valore alimentare, quanto per il loro effetto euforizzante e socializzante.  L’uso del cioccolato, si affermò, in particolare, nei paesi dell’Europa meridionale: inizialmente nera, molto calda e piccante, circondata da un’aura di peccato, in quanto si diceva che il poligamo Montezuma ne bevesse numerose tazze prima dei suoi incontri amorosi, la cioccolata venne presto domata dall’introduzione di latte e zucchero che, in qualche modo, sembravano allontanare i riverberi delle fiamme dell’Inferno, a cui i suoi consumatori parevano destinati…

Tra la perfezione spagnola e la squisita gentilezza della corte medicea, l’assioma Liquidum non frangit jeiunum del cardinale Brancaccio sancì la sua liceità nei confronti dell’impegno liturgico, attraverso un pretestuoso appiglio alla sua natura liquida, compatibile con la normativa religiosa. In un’Europa tormentata dalla fame, il desiderio di nuove droghe, forti ed efficaci, si diffuse rapidamente, producendo effetti estremamente positivi per le compagnie mercantili, che gestivano questi traffici.

Ma la movimentata storia di questa bevanda non è solo storia del costume, quanto storia della medicina, dato che, per poter consentire la sua introduzione ufficiale negli usi quotidiani del ceto medio-alto, fu necessario il viatico dell’autorità riconosciuta, della classe medica, e proprio sul piano della medicina si confrontarono e si scontrarono diverse mentalità e diverse ideologie.

Se l’Europa cristiana non poteva ammettere la cultura di evasione e la ricerca dell’euforia che la cioccolata produceva, si fece appello alle ragioni della salute, creando un “alibi intellettuale…per aprire la porta al desiderio”, nel quadro di una Medicina, che, in mancanza di sussidi terapeutici efficaci, dava grande importanza a alimenti e bevande.

Fu, quindi, la Medicina a consentire l’accettazione della cioccolata, ma, dato il suo costo elevato, rimase a lungo preclusa a larghe fasce della popolazione, che, spesso, furono costrette ad accontentarsi di succedanei più plebei, che ne ricordavano, se non le proprietà e il sapore, almeno il colore e la consistenza…

Nel corso del 1800, la Cucina si emancipa dalla Medicina, dall’Igiene e dalla Dietetica, scompigliando i destini delle scelte del gusto e le ragioni della terapia. La cioccolata viene accusata nuovamente di produrre effetti negativi sulla salute e fu relegata al ruolo di eccipiente.

La medicina di oggi, però, ha riabilitato la cioccolata, che torna ad essere “cibo degli dèi”, alimento della salute e del piacere.

La Leggenda del Cacao

Il 22 aprile 1519, sbarcavano sulla costa messicana, presso l’odierna Veracruz, gli Spagnoli guidati da Hernán Cortés, partiti con 11 navi, 100 marinai e 508 soldati, dotati di cavalli, animali allora sconosciuti in America, cani da combattimento e armi da fuoco.

Cortés si diresse verso il centro America.

Il 22 aprile, furono accolti più o meno favorevolmente dalle popolazioni; persino il potentissimo imperatore azteco Montezuma II mandò quasi subito ambasciate.

In base a segni interpretati come premonitori ed agli stessi miti di fondazione, gli indigeni credettero che gli Spagnoli fossero emissari di Quetzalcoatl, una delle principali divinità azteche. Ed ecco una delle tante leggende, che raccontano la storia della cioccolata…

In tempi molto lontani, viveva il Dio re Quetzalcóatl, fondatore della stirpe che abitava le terre di Abya Yala, nome che l’America aveva prima che gli Europei la chiamassero America, cancellando il suo vero nome. Quetzalcoatl era un Dio buono, alto, dalla pelle chiara, con lunghi capelli neri e una barba fluente. Era figlio del dio del cielo e della dea della terra; era venuto dall’Oriente ed aveva insegnato agli uomini tutte le leggi più sagge. Ai suoi tempi la terra era così generosa che crescevano fiori e frutti senza richiedere la fatica del lavoro, che le pannocchie di mais erano così grandi che un uomo bastava appena per portarne una e che il cotone assumeva da solo, crescendo, i colori che i tintori avrebbero voluto dargli….

Per difendere i confini del suo regno Quetzalcoatl dovette partire, affidando alla bellissima principessa sua sposa uno sterminato tesoro. Durante la sua assenza, la città fu assalita dai nemici, che volevano costringere la principessa ad indicare loro dove fosse nascosto il tesoro. Ma non ci riuscirono. Alla fine, la fedele sposa fu uccisa e dal suo sangue nacque la pianta del cacao, il cui frutto nasconde un tesoro di semi amari come le sofferenze dell’amore, forti come il coraggio, rossi come il sangue.

Quando il re tornò alla sua città e scoprì che la sua sposa era stata uccisa, volle far dono agli uomini di quella pianta che era nata dal suo sacrificio, affinché per sempre fosse ricordata la memoria della sua amata principessa.
Il povero re si ammalò per il dolore della perdita della sua sposa e uscì di senno. Presto si congedò dal popolo, che lo aveva fedelmente seguito fino al mare. Trovata una zattera di serpenti intrecciati, fuggì in alto mare dove scomparve, promettendo che un giorno sarebbe tornato per governare di nuovo nella gioia il suo immenso regno.

Per questo, Cortés e i suoi soldati, chiusi in armature scintillanti ornate di pennacchi, furono scambiati per i discendenti dell’antico dio e poterono conquistare il Messico con tanta facilità… Secondo una suggestiva interpretazione, il nome “cioccolata” deriverebbe proprio dal nome del dio Quetzalcóatl…

 

Nel Planetario di Firenze, sarà ricostruito il cielo di quella fatidica notte. Al termine, … degustazione di cioccolata offerta dal Maestro Mirco Della Vecchia.

Eventi in Planetario

Sabato 17 novembre 2018
> ore 19.00 e ore 21.00
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(bambini a partire dai 10 anni)

Domenica 18 novembre 2018
> alle ore 19.00 e alle 21.00
Segui l’evento su Facebook

(bambini a partire dai 10 anni)

Prenotazione obbligatoria
> Tel 0552343723
> iscrizioni@fstfirenze.it